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TO THE WONDER: CONFERENZA STAMPA E RECENSIONE

Presentato alla 69 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia uno dei film più attesi dell’anno. A cura di Carlo Andriani - Fonte: www.newscinema.it (Fb)

Si è tenuta alla 69 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la conferenza stampa di uno dei film più attesi dell’anno: To The Wonder. Diretto da Terrence Malick e interpretato da Ben Affleck, Rachel McAdams, Olga Kurylenko, Javier Bardem e Romina Mondello, To The Wonder racconta la travagliata storia d’amore di Neil (Ben Affleck) e Marina (Olga Kurylenko) , una giovane coppia che decide di trasferirsi dalla Francia in America per iniziare una nuova vita. Giunti in Oklahoma i due lasceranno spazio ai problemi della quotidianità, uniti ad un amore sempre più debole e al terribile spettro della apatia e del tradimento. Potete trovare qui sotto le domande poste dalla stampa internazionale ai produttori Sarah Green e Nicolas Gonda e alle interpreti Olga Kurylenko e Romina Mondello.

Perché non sono venuti a presentare il film Javier Bardem e Ben Affleck?
R - Nicolas Gonda: Volevano essere qui ma erano entrambi impegnati in altri progetti.

Questo film sembra trattare l’amore precario, ma la frase finale risulta in un certo senso contraddittoria indicando un amore eterno. Perché questa scelta?
R - Sarah Green: Non c’è una contraddizione in questo, l’amore è l’emozione più misteriosa di tutto. Questa è la storia di due persone che si amano ma che non riescono più a vivere insieme. Tutti possono capire il film in modo diverso ma il senso fondamentale è che vivono meglio separati.
R - Olga Kurylenko: La gente si separa per molti motivi e non è mai detto che quando accade voglia dire che l’amore sia finito. L’amore è eterno. So che lei lo amerà fino alla morte. Il rapporto tra i due protagonisti è una relazione tra due persone che non riescono a vivere insieme. Per questo si lasciano. Eppure anche dopo la separazione molte volte si rendono conto che si amano ancora. Ciò che ci porta avanti è l’amore, non la quotidianità della vita. Certe volte l’amore può conquistare e vincere tutto. In questo caso però ciò non accade.

Ci sono molti dettagli che non vengono specificati nel film, perché?
R - Olga Kurylenko: I film di Terry sono molto visivi, tutto arriva attraverso l’immagine e quello che ci ha detto come attori è di lasciar perdere le parole. Mi ha convinto che il silenzio molto spesso è più forte delle parole. Terry riesce a raccontare la storia attraverso le emozioni del corpo, degli occhi senza alcun bisogno di utilizzare i dialoghi tra i protagonisti.

Quanta libertà avete avuto sul set?
R - Romina Mondello: La cosa bella di lavorare con Terrence è la generosa libertà che da ai suoi attori. È un regista molto attento, a volte descritto come maniacale, un uomo profondo che ama scavare nell’anima, una persona leggera. Sicuramente i suoi film sono opere dotate di immagini meravigliose in cui il corpo e la parola hanno la stessa importanza. Sono in imbarazzo nel dover parlare del film perché non ho ancora avuto la possibilità di vederlo.
R - Olga Kurylenko: Sono sempre stata una grande fan di Malick. Durante l’audizione è entrato con tranquillità e mi ha lasciato grande libertà di espressione. Da quel momento in poi ho sentito una connessione con lui, una sorta di telepatia. Non doveva guidarmi o parlarmi molto sul set, sapevo esattamente cosa voleva. È un po’ un veggente, una persona profonda che si occupa degli attori con i quali lavora. Ha una sensibilità e intelligenza unica.


Malick ha chiesto a Ben Affleck di leggere Dostoevskij, a voi ha raccomandato qualche ricerca in particolare?
R - Olga Kurylenko: Si certo ho dovuto leggere i fratelli Karamazov, L’idiota e Anna Karenina, 3 grandi opere della letteratura russa. È stato bello tornare a quei libri con una maggiore profondità e consapevolezza. Questi libri dovrebbero essere letti ogni dieci anni da tutti. Romina Mondello: Sono arrivata in Oklahoma dopo i provini che avevo fatto in Italia e l’incontro con Terry a Austin. Malick mi ha chiesto se ero d’accordo con il nome del mio personaggio e la cosa più sorprendente è che ho ritrovato delle caratteristiche di me in Anna, delle cose profonde. Come poteva conoscermi così bene avendo trascorso così poco tempo insieme. Poi ho ricevuto un copione con una descrizione accurata della mia Anna, di come si muove, di come si comporta, del suo rapporto con la vita stessa. Questo personaggio è entrato dentro di me. Sul set mi sono sentita libera di interpretare il personaggio che mi aveva regalato.
R - Olga Kurylenko: La voce fuori campo è in francese perché Malick cercava originariamente un attrice francese. Io vivo e sono cittadina francese e credo sia questo il motivo per cui ha scelto me. Ha adeguato poi il testo scrivendo che il mio personaggio è nato in Ucraina.

LA RECENSIONE - Abbiamo visto in occasione della 69 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia uno dei film più attesi dell’anno: To The Wonder. Scritto e diretto da Terrence Malick e interpretato da Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams e Javier Bardem, To The Wonder racconta la conflittuale e travagliata storia d’amore di Neil (Ben Affleck) e Marina (Olga Kurylenko) , una giovane coppia trasferitasi dalla Francia in America per iniziare una nuova vita.
Giunti in Oklahoma i due vengono assaliti dallo spettro di una apatia incombente, sintomo di un rapporto che ormai non funziona più. Neil, scrittore fallito rassegnato a fare l’ispettore ambientale, non ama più Marina ma la sposa per non farle subire un ulteriore abbandono, rassegnandosi ad una storia di sola passione con la bella e tragica Jane (Rachel McAdams). Marina, d’altra parte, sente le vere sensazioni di Neil e finisce per agire contro la sua stessa volontà per convincere il marito a prendere una volta e per tutte una decisione sul loro rapporto. Entrambi i protagonisti vivono una vera e propria crisi di identità riflessa nei discorsi di Padre Quintana (Javier Bardem) , un uomo dubbioso nei confronti della sua vocazione.
Tutti i personaggi di To The Wonder non credono più nell’amore ma aggrappandosi alle bellezze della natura cercano di risvegliare quel briciolo di speranza senza il quale è impossibile sopravvivere. A solo un anno di distanza dall’applauditissimo The Tree of Life, Palma d’Oro a Cannes, Malick elimina i lunghissimi tempi creativi che da sempre lo contraddistinguono per realizzare un’opera che in parte segue lo stile narrativo del magistrale film interpretato da Brad Pitt e Sean Penn.
Attraverso infinite riprese su campi sterminati, distese d’acqua ed esempi di natura selvaggia il regista ci parla di tutte le forme che può assumere l’amore: Marina è la sabbia unita all’acqua, un amore puro che ormai non esiste più, inquinato da una apatia che si riflette in compassione; Jane è l’amore carnale, rappresentato da paesaggi selvaggi e animali poco spirituali (montoni, bisonti), una distrazione per Neal dai veri problemi della vita; Padre Quintana è l’amore spirituale, basato esclusivamente sulla fede e riflesso in un uomo che di fronte ai disagi della vita (persone malate, povere, disturbate) comincia a dubitare della esistenza di Dio.
Neal, Marina, Jane e Padre Quintana rappresentano tutte le sfaccettature che può riassumere l’amore unite da una sola ed unica caratteristica: il dubbio. Si può vivere senza l’amore? E soprattutto è possibile che due persone che si amano ancora trovino la pace solo vivendo due vite separate? Malick sembra porsi queste domande nello sviluppare To The Wonder, un film che pur se incompleto permette allo spettatore di saltare nei disagi e nelle meraviglie di uno dei misteri della vita, l’amore. To The Wonder è in concorso alla 69 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
(di Carlo Andriani - del 2012-09-05) articolo visto 1844 volte
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