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MARAN-PENSIERO: "UN POSSESSO PALLA MAI STERILE"

Intervista al tecnico del Catania tra disposizioni tattiche e gestione del gruppo

MASCALUCIA (CT) - Grazie all'ufficio stampa del Calcio Catania abbiamo avuto l'occasione di incontrare il tecnico rossazzurro, Rolando Maran, e porgli alcune domande "tecniche". Lui, "trentino" sulla "cinquantina", nella sua stagione d'esordio in serie A sta sperimentando un nuovo modulo, il 4-3-3, mai adottato in carriera ma da sempre marchio di fabbrica del Catania.

Cosa ha portato non nei numeri ma nell'interpretazione del 4-3-3, dai moduli da lei utilizzati nelle precedenti esperienze?
R - Ho portato la ricerca della profondità con gli attaccanti e, funzionale a ciò, la predisposizione all'accentramento così da portare in prossimità dell'area di rigore, in posizione utile per trovar il goal, quanti più elementi possibile.

In quali condizioni è meglio adattare gli uomini al modulo ed in quali viceversa?
R - Credo che a monte della scelta d'un sistema di gioco ci debba esser, da parte dell'allenatore, la comprensione delle caratteristiche dei giocatori che, essendone gli interpreti in campo, potranno così esaltar il modulo esaltando le proprie doti. Coerentemente con quanto detto, quest'anno non ho avuto dubbi nel mantener il modulo con cui questa squadra era stata creata.

Da quante persone é composto il suo staff? Può elencarli a seconda dei ruoli?
R - Il mio staff è composto da cinque persone. Christian Maraner, mio vice e collaboratore tecnico: lavora con me da anni, tra noi c'è un legame professionale ed umano. Pino Irrera, altro collaboratore tecnico: è profondo conoscitore dell'ambiente, in questi pochi mesi ha già dimostrato tutta la sua professionalità. Prof. De Bellis, preparatore atletico: Un curriculum importante, ha lavorato in grandi club e sta confermando le sue competenze anche nel suo primo anno nel nostro staff, qui a Catania. Enzo Biato, allenatore dei portieri: ha lavorato con me due anni, a Vicenza, conosco bene i suoi pregi.

C'è un collaboratore che la assiste nella cura della tattica?
R - Nella preparazione della partita mi avvalgo dell'apporto di tutti i miei collaboratori. Ho suddiviso il lavoro in compiti specifici, ognuno ha il suo in modo di poter analizzare ogni situazione, nel dettaglio.

Un esercizio sul quale batte particolarmente, ce lo spiega?
R - Voglio che il possesso palla non sia mai fine a sé stesso. Quasi tutte le settimane curo questo aspetto con esercizi diversi, utili a focalizzare l'obiettivo al quale il possesso palla deve portare a seconda delle partite e dell'avversario che affrontiamo.

La preparazione alla sfida contro una big in cosa differisce da quella contro una piccola?
R - Cambia poco. Si cerca sempre di portare attenzione dove serve, sul campo e sulle motivazioni anche se, sotto questo punto di vista, non c'è mai bisogno di eccessiva pressione da parte dell'allenatore in previsione della sfida contro una grande squadra. Più importante la preparazione al da farsi, in campo.

Su che argomenti batte durante l'intervallo delle gare? su situazioni tattiche, disciplinari o altro?
R - Difficile rispondere. Seguo le mie sensazioni, l'istinto. Sia prima che nell'intervallo della gara altro non faccio che manifestare il mio stato d'animo, dir quello che penso e che molto spesso ho riscontrato esser proprio voce di ciò che la squadra ha bisogno di sentirsi dire in quel particolare momento.

Ad esempio nel pareggio ottenuto contro il Napoli ridotti in 10 uomini dal primo minuto?
R - Ho cercato di dar forza a quel che stavamo facendo. Non difenderci e basta ma sfruttare gli spazi trovati non solo per alleggerire la pressione quanto anche per provar a far male. La squadra ha interpretato bene l'intendimento. Tanto che quella partita abbiamo anche rischiato di vincerla.
[Si ringrazia la Redazione di Mondo Catania che ha collaborato alla realizzazione dell’intervista e che ci ha gentilmente concesso alcune foto del mister in conferenza stampa]
(di Gabriele Aielli - del 2012-10-26) articolo visto 4311 volte
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