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LE TRADIZIONI IN ABRUZZO: LA MADONNA DEL POPOLO DI FRISA

Una storia sospesa nel suggestivo intreccio tra Fede e Tradizione

L'Abruzzo è una regione che non solo salvaguarda le sue inestimabili ricchezze ambientali, ma conserva con attenzione e cura le sue tradizioni. Ricco e variegato è il suo patrimonio di riti religiosi e magici, di feste pagane e cristiane, di santi da venerare e di forze del male da allontanare e ogni anno vengono celebrate moltissime feste spesso collegate con la cultura contadina e pastorale. Tra le tradizioni religiose abruzzesi ce n'è una singolare ed affascinante che ha come scenario un delizioso paese della Provincia di Chieti.
Situato nelle immediate vicinanze di Lanciano, Frisa è un paese di impronta medievale adagiato su una dorsale collinare tra i torrenti Moro e Feltrino. La sua storia si perde lontana nel tempo in quanto la sua data di nascita dovrebbe risalire al periodo romano, come testimoniano alcuni ritrovamenti di ruderi e alcuni reperti ancora custoditi dai contadini.
Ci sono tre giacimenti funerari distrutti che riportano ad antichi insediamenti agricoli sul territorio frisano, mentre altri frammenti in ceramica di epoca bizantina testimoniano l’esistenza di un centro abitato databile tra il V e il VII secolo d.C..
La sua posizione geografica e il clima mite favoriscono le coltivazioni della vite e dell'olivo. Belle testimonianze della sua storia passata sono il Palazzo baronale, il Santuario di Santa Maria del Popolo, che conserva un pregevole altare barocco,la Chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Badia, in cui si ammirano i resti di un affresco del XIII secolo.
All’interno di Santa Maria del Popolo era conservata una tela del Cinquecento raffigurante la Vergine.La notte del 30 dicembre 1980 i ladri trafugarono l’antica immagine della Madonna che fu sostituita da un dipinto reinterpretato di Pietro Annigoni nel 1982 e che rappresenta la Madonna con il Bambino.Proprio sull'originale quadro ligneo il sig.Felice Caldora racconta una storia che testimonia la profonda religiosità dei frisani ed è sospesa nel suggestivo intreccio tra Fede e Tradizione.
La Madonna del Popolo di Frisa Per alcuni è leggenda, per me è una tradizione che nella nostra famiglia si trasmette da nonno o bisnonno a nipote. A me è stata raccontata dal bisnonno Angelo Maria Caldora, classe 1861, morto nel 1953. A lui l'aveva narrata suo nonno,morto quando lui era soltanto un bambino.
La tradizione risale a tempi molto lontani. La Madonna del Popolo era rappresentata in un quadro ligneo con colori e stile che riportavano al sec. XI - XII e anticamente si trovava nella Chiesa di Santa Lucia, risalente al IX-X secolo, di cui attualmente resta solo il campanile. Tantissimi anni or sono, intorno alla metà del Seicento, una mattina d'inverno, dopo che nella notte era caduta la neve ad imbiancare le strade e i tetti, il sacrestano recatosi a suonare le campane del Mattutino, notò sulla neve fresca delle piccole orme che partivano dalla porta della Chiesa e si perdevano verso la piazzetta.
Pensò ad un gatto girandolone. Entrato in Chiesa, come sempre attese alle cure di ogni giorno: accese i ceri e preparò i paramenti per la Santa Messa. Spostandosi lungo la navata per riordinare qualche sedia fuori posto,si accorse che mancava il quadro della Madonna. Subito ripensò alle tracce notate sulla neve fresca.
Uscì e si mise a seguirle un pò incuriosito e un pò impaurito. La sua ricerca era facilitata dal fatto che,data l'ora,tutto era ancora tranquillo e non vi erano altre tracce che potevano confonderlo. Le piccole orme dalla piazzetta seguivano la strada principale, facevano una breve salita, poi una carrareccia diritta fuori dell'abitato fino sulla cima del colle che sovrasta il fiume Moro,dove c'era un orto con una grossa pianta di fico.Le tracce finivano proprio dove il tronco usciva dal terreno.Guardò in alto e, nell'incavo fra il tronco principale e il primo ramo,vide il quadro.Rimase a bocca aperta: pensò ad un furto,ma poi scartò il pensiero,perché le orme erano così piccole che solo un bambino avrebbe potuto lasciarle.Prese il quadro e lo riportò in Chiesa.
Quando arrivò il Parroco per celebrare la Messa gli raccontò l'accaduto. Naturalmente il sacerdote gli rispose ironicamente che forse se lo era sognato. L'uomo protestò e l'altro azzardò che forse qualcuno voleva rubarlo e lo aveva provvisoriamente nascosto in quel luogo. Due giorni dopo la cosa si ripetè.Il sacrestano non prese iniziative: aspettò che arrivasse il Parroco e gli comunicò che il quadro non era al suo posto. Quindi insieme si diressero verso l'orto dove era la pianta di fico e, come era già accaduto, fra i rami trovarono il quadro.Un pò impressionato ma molto poco convinto, l'uomo di chiesa raccomandò che la voce non si spargesse e riportò il dipinto in Chiesa.
Per tutto l'inverno non vi furono più "fughe", ma in seguito la cosa si ripetè molte volte e la voce si sparse fra la gente.Ora non era più possibile nascondere il fatto e il parroco nella Messa domenicale al popolo riunito raccontò per filo e per segno l'accaduto.I più scettici per varie notti si appostarono davanti alla porta della Chiesa per agguantare il tizio che si permetteva questa 'mascalzonata'. Al mattino aprivano la grande porta assieme al sacrestano per controllare che tutto fosse in ordine.Poi una mattina constatarono che il quadro non era in Chiesa. Sbigottiti,corsero all'orto e lo trovarono sulla pianta di fico.
Come sempre accade la popolazione si divise in due fazioni: chi parlava di miracoloso segno 'divino' e chi di un trucco per attirare la gente,specie gli uomini, in Chiesa. Il parroco prese tempo e andò a parlare con il Vescovo per chiedere come dovesse comportarsi con il suo 'gregge'. La notte della domenica seguente la 'fuga' si ripetè e tutti si convinsero che,nel luogo del ritrovamento, si dovesse costruire una Chiesa grande abbastanza da contenere tutti i parrocchiani. E così fu fattto.
Per tre secoli la costruzione restò immutata. Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale i Tedeschi in ritirata minarono il campanile affinchè non fosse un punto di riferimento per gli alleati e naturalmenta gran parte dell'edificio crollò. Al ritorno della pace,i paesani si tassarono per comperare il materiale e lavorando gratuitamente ricostruirono la Chiesa conservando l'altare barocco risparmiato dal crollo. Negli anni ottanta il dipinto fu rubato e alla gente del posto vennero i brividi. Una delegazione si recò alla trasmissione 'Portobello' per pregare i ladri di restituire il maltolto che era un valore solo per i devoti. Assisteva alla trasmissione il pittore Pietro Annigoni che,commosso,decise di regalare al paese una nuova immagine della Madonna. E' bellissima ma,come una vecchietta diceva: "non è la NOSTRA Madonna!"
Sarebbe veramente cosa 'straordinaria' se l'antica immagine 'fuggisse' da dove è tenuta nascosta per tornare a 'casa sua'.
Felice Caldora


note: si ringrazia il Sig. Nicolino Di Paolo per il materiale fotografico fornito
leggi la preghiera alla Madonna del Popolo nel giorno della riapertura del Suo Santuario
(di Donatella Di Biase - del 2012-12-31) articolo visto 7152 volte
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