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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Secondo l'Onu circa 140 milioni di bambine nel mondo subiscono tale pratica orrenda, e ogni anno almeno tre milioni ancora rischiano di rimanerne vittime. Migliaia di ragazze si allontanano dalla scuola ogni anno, a causa di problemi alla salute dovuti all'intervento.

Tra i diritti fondamentali che non dovrebbero essere negati ai bambini vi è quello a essere difesi dalla violenza, il diritto alla salute e all’istruzione, al gioco e ad una vita spensierata. Invece tanti,troppi bambini soffrono per la fame, le malattie, le guerre, gli abusi.Se poi in particolare si va ad analizzare la condizione delle bambine nel mondo ci si accorge che esse vivono in realtà senza diritti e sono sottoposte ad una doppia discriminazione, di età e di genere.
Basti pensare ai matrimoni precoci,una delle peggiori forme di discriminazioni che colpiscono le più giovani, come quelle di cui sono vittime le “spose bambine” del Bangladesh, le “bambine domestiche” del Perù, le “mamme bambine” della Costa d'Avorio e le “bambine salvate dall'infanticidio” dell'India o alle mutilazioni genitali, pratica barbarica che costituisce uno dei più gravi esempi di violenza sulle donne o l'accesso negato all'istruzione.
Il 6 febbraio 2013 si celebra la Giornata internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili , un 'occasione per riflettere non solo sulle pratiche orrende subite dalle bambine, ma anche sulla loro condizione di vulnerabilità e sulla discriminazione di genere e per sensibilizzare l'opinione pubblica affinché i loro diritti siano riconosciuti e garantiti.Lo scorso Dicembre un passo importante è stato fatto in quanto l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità una risoluzione,se pure non vincolante, che chiede a tutti i governi del mondo la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.Queste mutilazioni in genere vengono praticate con mezzi di fortuna e con il rischio di emorragia, shock, ritenzione urinaria, infezioni; ma non sono pochi i casi di morte.
Gli effetti tardivi, invece, possono ripercuotersi fortemente sulla salute fisica e psicologica della donna mutilata. Queste pratiche atroci sono diffuse soprattutto nel Corno d’Africa, in Egitto, Sudan e Mali; in Europa sono perseguibili dalla legge; in Italia, nonostante si sia puniti con la reclusione fino a 12 anni, si stima che siano circa 8 le ragazzine che ogni giorno vengono sottoposte a questo tipo di 'intervento'. Il numero di donne che vengono mutilate quotidianamente nel mondo è spaventoso: si parla di 8000 al giorno. In Europa il fenomeno è diffuso fra gli immigrati provenienti dai Paesi in cui è presente questa brutale 'tradizione'.
Visto che praticare la mutilazione genitale in Europa è più complicato le bambine vengono spedite in Africa in vacanza dai parenti e lì sottoposte a questa forma di violenza. Un “abuso irreparabile e irreversibile” che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda circa 140 milioni di bambine. Inoltre ogni anno almeno 3 milioni rischiano di rimanerne vittime. La mutilazione varia da paese a paese e viene eseguita sulle neonate o nelle bambine prima dell’adolescenza.
Il 6 febbraio 2013 per celebrare la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili si terrà - alle ore 10,00 - presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un Convegno organizzato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, finalizzato ad approfondire il tema delle mutilazioni genitali femminili e a condividere le azioni positive poste in essere dal Dipartimento per le Pari Opportunità quotidianamente impegnato su tale fenomeno. In particolare, nel corso della giornata, che si aprirà con il saluto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, Prof.ssa Elsa Fornero, saranno illustrate le finalità e le modalità di attuazione dell’«Intesa concernente il sistema di interventi da sviluppare per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno delle mutilazione genitali femminili» approvata il 6 dicembre 2012 dalla Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
La pratica delle mutilazioni genitali influenza negativamente anche l'accesso all'istruzione da parte delle bambine e lo si evince dai dati di uno studio recente di Plan Italia che stigmatizza come nei Paesi in via di sviluppo solo il 50% delle bambine concluda le scuole primarie. Infatti Plan Italia , associazione italiana riconosciuta senza fini di lucro e affiliata a Plan International ,che si occupa di bambini soprattutto nei Paesi più poveri del mondo con l'obiettivo di aiutarli a costruire un futuro migliore,ha sottolineato il minore accesso all’istruzione delle bambine , che sono il gruppo sociale più discriminato al mondo a causa di norme tramandate negli anni.
Trattate come inferiori, destinate alla sottomissione, alla rinuncia e a ricoprire ruoli sociali secondari si vedono dunque negato il diritto allo studio. Rispetto ai maschi, le bambine hanno maggiori possibilita' di abbandonare gli studi: il punto di non ritorno e' rappresentato dal raggiungimento della puberta' che le conduce spesso a matrimoni e gravidanze precoci, violenze e abusi sessuali.
I dati emersi dal report 'The State of the World's Girls 2012: Learning for life' presentato mercoledì 23 gennaio a Roma da Plan Italia, nell'ambito della campagna internazionale 'Because I am a Girl' a favore delle bambine private dei loro diritti e di un'istruzione di qualita',sono davvero preoccupanti.Solo il 50% delle bambine nei Paesi in via sviluppo conclude la scuola primaria, a una bambina su 5 è negato il diritto a frequentare la scuola secondaria, il 90% delle ragazze tra i 12 e i 17 anni deve rinunciare all'istruzione per aiutare la famiglia. Attualmente, una bambina su 7 nei Paesi in via di sviluppo e' costretta a sposarsi prima dei 15 anni, alcune addirittura a 5 anni.
I matrimoni precoci le espongono al rischio di contrarre malattie come l'hiv e di avere gravidanze precoci, principale causa di morte per le ragazze tra 15 e 19 anni (ogni minuto una ragazza muore partorendo). Ancora, una su 4 ha subito violenze psicologiche e sessuali prima dei 18 anni, anche a scuola, e tutto cio' riduce la probabilita' che continui a studiare. Ad aggravare la situazione delle bambine sono le mutilazioni genitali femminili (Mgf) ,che continuano ad allontanare migliaia di ragazze dalla scuola ogni anno, a causa di problemi alla salute dovuti all'intervento e soprattutto perche', dopo la mutilazione, sono pronte per essere date in sposa.
(di Donatella Di Biase - del 2013-02-06) articolo visto 4698 volte
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