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L’IMPORTANZA DELL'ARTE COME STRUMENTO TERAPEUTICO

A colloquio con la Dottoressa Giuliana Donzello

Sicuramente l’arte apre orizzonti della mente e del cuore, ma è interessante sapere che può diventare fondamentale anche in campo sociale e sanitario. Abbiamo incontrato la Dottoressa Giuliana Donzello, un’esperta del settore.

Dottoressa Donzello, ci parli delle utilità che può rivestire l’arte.
“Tutte le arti sono un atto d’amore quando diventano uno strumento di “cura”, ovvero per dirla con Aristotele, un’ “attenzione” alla persona che si trova in condizione di bisogno, non certamente una terapia medica. Tutti gli interventi nel contempo possono farsi carico di finalità preventive, riabilitative o psicoterapeute ed essere rivolti a utenze diverse: bambini, anziani, disabili e dare risposte nell’ambito delle dipendenze, delle condotte trasgressive, dei disturbi alimentari, dell’area del benessere”.

Nello specifico dove può agire l’arte?
“Il campo di azione delle artiterapie si è notevolmente allargato e ciò non può essere che fonte di soddisfazione, anche se tale sovrabbondanza comporta delle difficoltà di coerenza nel discorso di condivisione tra i diversi operatori. Il modo più efficace quindi per parlare delle artiterapie e dei diversi metodi è quello di individuare bene ogni situazione, il tipo di paziente, l’obiettivo che si ritiene di dover conseguire ed il processo per arrivarci. Se non si contestualizza esattamente il problema cui ci si accosta, si rischia di perdere il senso di quanto si fa, tanto più che ci si muove in due ambiti molto complessi dell’attività umana: l’arte della cura e l’uso di modalità espressive privilegiate che sono date dalle arti”.

Lei parla di varietà di terapie nel campo dell’arte.
“Credo si debba rigorosamente parlare al plurale, cioè di “Artiterapie” e non solo di Arteterapia, perché non esiste una gerarchia che determini la validità maggiore di un percorso fondato sull’arte, rispetto ad un altro condotto con la musicoterapia o l’uso della parola “ad arte”, ovvero quella della poesiaterapia o della “scrittura creativa”. Spesso infatti sono le condizioni dell’utente, la natura del suo disagio o un percorso che viene affrontato all’interno di una terapia di gruppo a suggerire l’uso contemporaneo di più linguaggi artistici, specie nella fase di realizzazione del manufatto”.
Gli operatori del settore hanno un compito complesso.

“In particolare, nell’arteterapia dinamicamente orientata e che fa riferimento al modello dei segni, del colore, dei volumi plastici, l’attenzione non è rivolta all’indicazione psicologica dei prodotti realizzati, né tanto meno ad una sorta di addestramento artistico, il cui compito potrebbe essere frainteso con quello di fare del paziente un artista. Suo compito specifico è quello di decodificare il linguaggio grafico-plastico o coloristico come specchio delle vicende umane. E’ di fatto la traduzione visiva e concreta delle immagini a renderle condivisibili, grazie alla strategia di base del terapeuta, e a permettere agli utenti di riconoscere i loro desideri, di prendere coscienza dei traumi, delle inquietudini, di incontrare le proprie aspirazioni che altrimenti rimarrebbero sopiti e incompresi. All’interno di un ambiente relazionale protetto e sorretto da un percorso individualizzato e tutelato dai segni, dalle forme, dalla materia in genere, si realizzano il rinforzo e la possibilità di esprimersi e quindi di gestire il proprio malessere”.
Ci può presentare la figura dell’arteterpeuta?

“Scopo dell’arteterapeuta non è servirsi di un prodotto artistico per scoprire talenti, ma realizzare possibilmente un rapporto empatico con la persona ed avvicinarsi all’esperienza interiore che il prodotto veicola. Di fatto è il ricorso all’arte e ai suoi rituali, da sempre prerogativa degli artisti, a essere suggerito come codice condiviso, in grado di offrire ai destinatari la possibilità di intraprendere un lavoro introspettivo e cognitivo in una relazione transferale consapevole”.

Spesso l’artista tende ad un individualizzazione nel suo agire. Cosa ne pensa in proposito?
“Non si corre forse il rischio di abusare di termini come “libertà d’espressione”, “evasione nella fantasia” o “affermazione di sé” in contesti particolari dove tali locuzioni potrebbero risultare inappropriate e stridenti? Volendo liberare l’arte da una specie di retaggio che la vuole condannata ad una protesta individualistica, solitaria e per questo grandiosa contro la società del malessere e delle ingiustizie, andrebbe esaltato quanto nell’arte c’è di costruzione, di organizzazione, di ricerca, di utilizzo di un codice che ha proprie regole, ovvero quell’allineamento al fare che rende comprensibili anche agli altri i propri contenuti, diventando veicolo e collegamento con la società e voce della sofferenza e del disagio”.

Come deve operare un arteterapeuta?
“La prima sfida è quella della conoscenza e della messa in pratica delle regole, dall’uso dei materiali, all’impiego dei colori e delle tecniche pittoriche, dall’organizzazione dello spazio grafico allo sviluppo della tridimensionalità dei modellati, o di come altri nel passato siano riusciti a fare propri e a misurarsi con i diversi codici espressivi”.

Come agisce l’arteterapia sui pazienti?
“Specialmente per soggetti con turbe psichiche tali regole sono ben più accettabili rispetto a quelle imposte da quella realtà dalla quale si è scelto di porsi ai margini. Quando questo processo si innesca riesce a tenere a bada e a rimpiazzare la distruttività con il piacere di creare e il paziente finisce con l’accettare le regole. E’ infatti il “processo di identificazione” dell’autore con l’oggetto prodotto con l’aiuto della relazione terapeutica che consente l’evoluzione verso la gratificazione”.

In conclusione, qual è lo scopo che si deve prefiggere l’arteterapia?
“Ciò che interessa quindi le artiterapie sono le dinamiche che si pongono in atto quando il sensibile e il conoscibile che è di ciascuno traboccano e liberano l’energia, ma anche la sofferenza, per farsi palesi e percepibili al mondo esterno, all’altro da noi, all’ambiente”.
(di Maurizio Piccirillo - del 2013-03-12) articolo visto 6583 volte
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