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LA GUERRA DEL MALI: CONFLITTO RELIGIOSO O NASCITA DI UNA NUOVA POTENZA REGIONALE?

Il conflitto recente nel Mali è la rappresentazione di un nuovo comitato d'affari di Francia, Quatar USA o il modello per arginare il fondamentalismo islamico?

PROLOGO - I miliziani tuareg dell’ex colonnello libico Muammar Gheddafi, a un anno dalla fine del conflitto libico, hanno occupato Timbuctù, Gao, Kidal e la regione nord del Mali, l’Azawad. Questa secessione avvenuta nel marzo 2012, ricorda la resistenza afghana all’invasione sovietica, come quella ha avuto la sua origine nella rivolta nazionalista, guidata dal movimento indipendentista laico tuareg Mnla. Questo movimento è stato in poco tempo sostituito dagli islamisti di Ansar Eddine e Mujao di rito Al Qaida che h prodotto uno stato islamico nel nome della sharia più retriva. La pratica di distribuire cibo e assistenza dei neopadroni del Mali,è servita per far crescere il consenso: tra la popolazione; ma queste attività sono rese possibili dagli ingenti guadagni derivati dal contrabbando, dai rapimenti e dalla droga.
RETE INTERNAZIONALE DI INTERESSI - I tuareg del Mali convivono con etnie disponibili alla predicazione jihadista, che da anni si oppone ai governi di Algeria, Niger, Ciad, Nigeria e buone ultime le tribù del Fezzan libico, che non radiscono il governo della “nuova Libia”, dei cirenaici e dei tripolini. Sul recente conflitto nord-africano la Casa Bianca si è dimostrata morbida,con una posizione simile a quella tenuta per la Siria. Posizione opposta a quella interventista attuata nei confronti della Libia di Gheddafi o nei confronti dello Yemen, che è stato bombardato per eliminare gli uomini di Al Qaida.
Nel merito Vicki Huddleston, già ambasciatrice nel Mali dal 2002 al 2005 sul New York Times ha scritto che l’America non deve rinunciare a un ruolo di leadership nell’operazione, ma allo stesso tempo dovrebbe dare il suo contributo soltanto in termini di “intelligence,finanziamenti, equipaggiamenti e addestramento delle forze locali”.
Gli interessi USA nell'area sahariana sono ingenti, con la Trans-Sahara Counterterrorism Partnership ha erogato 37 milioni di dollari negli ultimi sette anni. Fondi sono destinati per migliorare l’esercito del Mali, che però si è dimostrato molto insubordinato. Ma l'articolazione è più complessa. I rapporti diplomatici bilaterali tra Stati Uniti e Qatar sono datati 1972 e riguardano anche la concentrazione della potenza militare degli Stati Uniti in questa piccola penisola.
Il Qatar, legato ad una alleanza con gli Stati Uniti, sta diventando il principale finanziatore dei movimenti politici islamisti. Questo piccolo emirato sembra essere il finanziatore dell’organizzazione internazionale dei Fratelli musulmani. L'alleanza, forse di convenienza tra il Qatar e i Fratelli musulmani ha prodotto l'ambiente culturale del fondamentalisti islamico.
IL QUATAR, COME POTENZA REGIONALE - Perciò il conflitto nel Mali è lo sbocco naturale della cultura integralista ed è pure l'esempio della apparente contraddizione tra Stati Uniti e Qatar. Infatti il Qatar, cerca di utilizzare questo conflitto per diventare garante, con l'appoggio degli Stati Uniti, della pace nel Nord Africa, utilizzando come strumento la leva finanziaria. Questo obiettivo non è stato mai raggiunto dagli Stati Uniti, nonostante l'ingente sforzo militare. Nel caso del Mali, lo sceicco Hamad del Qatar ha dichiarato “Sarà(il Quatar) parte della soluzione, ma non l’unico mediatore“. Obama approfittando della nascita dell’ufficio dei taliban afgani a Doha, ha riconosciuto che questo ufficio serve “per facilitare” una “pace negoziata in Afghanistan”. Va segnalato che con la presidenza di Nicolas Sarkozy, la Francia e il Qatar hanno stretto relazioni strettissime, coltivate anche da Francois Hollande.
LA GUERRA IN PILLOLE.
L'ATTACCO AL MALI - "Se la Francia non fosse intervenuta, la capitale del Mali, Bamako sarebbe caduta nelle mani degli islamisti e di al Qaida in due o tre giorni”. Il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha così motivato l'intervento francese, reso possibile grazie alla risoluzione 2085 che prevede il dislocamento di almeno tremila soldati. La Francia ha voluto impedire che il Mali si trasformasse in un nuovo Afganistan ai confini dell'Europa.
Il generale francese V. Desportes vede nell'intervento in Mali “il secondo tempo della guerra in Libia”. Tutti gli analisti pensano che sia possibile un'esplosione della rivolta fra i tuareg del fragile Niger, poi nel Ciad, in Burkina Faso e anche in Algeria,Francia e Nazioni Unite non si aspettavano l'offensiva jihadista in Mali. La fretta ha fatto sì che l'intervento poco coordinato degli elicotteri Gazelle,ha portato all'abbattimento di un elicottero, la scarsa competenza e l'incapacità dell’esercito del Mali di combattere ha fatto il resto. Per questo motivo l’ex ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin, ha criticato la missione.
TIMBUCTU' L'ODIO IDEOLOGICO - Come conseguenza dell'attacco degli elicotteri i ribelli legati di Al Qaida hanno dato fuoco alla Biblioteca Ahmed Babà di Timbuctù, preziosi manoscritti sono andati distrutti. Questi testi erano erano la storia del pendiero Sufi, il rogo ha perciò rappresentato la distruzione della memoria del sufismo, che è una interpretazione mistica dell'Islam.Timbuctù, è una delle grandi città sante del sufismo islamico. I libri distrutti sono circa duecentomila, databili dal Medioevo al diciannovesimo secolo ed erano tutti testi di maestri del sufismo, La furia dei neotalebani ha colpito anche testi di botanica, poesia, astronomia. Questi criminali di Al-Qa'ida sono stati influenzati dal pensiero whahhabita dell'Arabia Saudita, che considera il sufismo un'eresia e una deviazione rispetto al puro islam delle origini. L'odio nei confronti del sufismo è dovuto dal fatto che il sufismo è apolitico, per questo motivo è stato considerato passivo nei confronti colonialismo e neocolonialismo occidentali.
(di Carlo Baratta - del 2013-03-13) articolo visto 5279 volte
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