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ALEXANDRE VAUTHIER HAUTE COUTURE - PARIS

Parigi Alta Moda: Alexandre Vauthier e la sensualità Glam Noir. Audace, brillante, eterna

Sensuale e lasciva (ma dall'animo maschile) la donna parigina celebrata da Alexandre Vauthier per l'Haute Couture SS 2013. Una collezione audace, superfemminile. Ostinatamente glamour.
Lo stilista francese gioca con il dualismo maschile – femminile, pulsione primaria della moda contemporanea, che assorda lo sguardo e prende alla gola. E seduce, arrivando dritto al punto. Per natura, Vauthier non è estraneo al mondo del sex-appeal non così sottile.
Il reggiseno è messo al bando mentre la trasparenza è d'obbligo. Gli abiti non hanno corpetto ,ma lunghe bretelle che coprono il seno e in alcuni casi lo svelano. "Ho sempre lavorato su come la luce colpisce un corpo di donna, la sua forma e le curve", ha confermato il designer dopo il suo spettacolo.
Sfilano così completi pantalone rigorosi, con tessuti lucidi, pizzi devoré e profondi scolli verticali. I pantaloni a sigaretta si accorciano alla caviglia per lasciare in vista tacchi firmati “Louboutin” con cinturino in oro, mentre la parte superiore del corpo rimane protagonista: maglie dagli scolli vertiginosi, top in voile trasparente.
Man mano che si spiega la sfilata, l'abito acquista maggiore indole e viene declinato in decine di varianti (lucido raso, incrostazioni di pietre e brillanti, silhouette che si ammorbidiscono). Opposto l'approccio quando tocca agli abiti corti: sensuali e geometrici, sono ricchi di intarsi, scolli profondi e spacchi laterali. E tuttavia, a fare da contrasto, Vauthier propone anche robuste giacche militari, blazer da uomo e giacche in stile da marinaio in tessuti cangianti.
Lo stilista (che ha iniziato la sua carriera con Thierry Mugler e Jean Paul Gaultier prima di fondare la sua casa di moda nel 2009) sperimenta poi con silhouette fluide ma trasparenti, come i pantaloni harem a vita alta in seta abbinati ad un top con allacciatura ad incrocio.
I pezzi chiave sono gli smoking femminili (indossati senza camicia) con ricami a forma di V, i collari girocollo in metallo dorato (che controbilanciavano la morbidezza della collezione) e gli spettacolari abiti da sera asimmetrici. I dettagli includono pizzo trasparente, tocchi d’oro glitter e spalle a punta.
Il risultato è una collezione Glam Noir, profondamente notturna, ma l'iconografia non nasce a priori: è il frutto di un lavoro lungo e accurato partito dai materiali. Quando si lavora con tessuti devoré appare istintivo optare per una palette densa di neri perché diversamente si scadrebbe nell'eccesso.
In questa atmosfera molto sensuale, spalle, schiena e gambe dovevano essere nude.
A chiudere la sfilata, l’ultima silhouette: un pezzo dichiarazione, più di ogni altra cosa. Una Catsuit trasparente – assolutamente degna del palcoscenico – abbraccia il corpo della modella come una seconda pelle, interamente ricamata con cristalli Swarovski.
L'eleganza era l'obiettivo di Alexandre Vauthier e l’ha realizzata.
“Il nero è l’inizio di tutto, il grado zero. Il profilo, il contenitore e il contenuto. Senza le sue ombre, il suo rilievo e il suo sostegno avrei l’impressione che gli altri colori non esistano. Nel contempo il nero è la summa di tutti i colori. É fluttuante, cangiante, mai lo stesso. E’ la densità, la voluttà.. Non è né triste né lieto, bensì allure ed eleganza, perfetto e indispensabile. Gli si resiste tanto difficilmente quanto alla notte. Il suo enigma contiene la risposta ai segreti che nasconde”. Christian Lacroix (Charlotte Seeling, Moda. Il secolo degli stilisti, Könemann, 2000). Credits: Copyright Dominique Maitre
(di Rosalba Radica - del 2013-03-21) articolo visto 3609 volte
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