L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

ATLETICA, MORTO UN GRANDE CAMPIONE: PIETRO MENNEA

Si ricorderanno di lui record, medaglie, ma soprattutto l'insegnamento dei valori più autentici dello sport e della vita

Stroncato da un tumore con cui lottava da tempo, si è spento ieri Pietro Mennea, detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19”72, attuale record europeo. Aveva 61 anni. Mennea, deceduto in una clinica di Roma, era nato a Barletta ed era soprannominato “La freccia del Sud”.
Nel 1980, alle Olimpiadi di Mosca, vinse la medaglia d’oro. Aveva anche insegnato all’università, prima a L’Aquila e poi a Chieti, dove dal 2001 era docente a contratto di “Legislazione europea delle attività motorie e sportive” presso l’Ud’A – Facoltà di Scienze dell’Educazione Motoria. L’ex primatista azzurro viene ricordato anche per l’incontro che ebbe con Cassius Clay, negli Stati Uniti, dove fu presentato al celebre pugile come “l’uomo più veloce del mondo”.
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha scritto su Twitter: “Onore a Pietro Mennea, il più grande velocista italiano di tutti i tempi, pugliese, che ci ha lasciato con il ricordo del suo dito alzato”. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato subito a Roma da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro, e proprio nella Capitale, presso la sede del Coni, verrà allestita giovedì 28 la camera ardente per l’ultimo saluto al grande atleta.
Dieci anni fa, intervistato a proposito della canzone “Che vita!” di Samuele Bersani, dove viene citato insieme a Sara Simeoni (“Pietro Mennea e Sara Simeoni son rivali alle elezioni”), il campione dichiarò: “Mi ha fatto molto piacere essere stato citato da Samuele Bersani nella sua canzone: anche se non ho capito bene il senso del brano, mi è piaciuto molto e mi sento onorato di questa cosa. A dire il vero, quando è uscita la canzone non l’ho ascoltata subito.
L’ho fatto solo dopo che tante persone mi avevano fatto notare che c’era in giro questo pezzo, dove appunto si faceva il mio nome. Dopo l’attività agonistica ho deciso di impegnarmi nel sociale e nella politica. Credo che se ci si comporta con coerenza, con gli stessi valori che hanno animato l’attività agonistica, si può dare un contributo importante anche attraverso l’impegno politico”.
(di Redazione - del 2013-03-22) articolo visto 4072 volte
sponsor