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JOHN GALLIANO PRÊT À PORTER FEMME A /W

Mode à Paris: pragmatismo in passerella da John Galliano dove si gioca con le dicotomie

Bill Gaytten firma per la Maison John Galliano – orfano di padre – una collezione dalla silhouette disciplinata, corretta, declinata uscita dopo uscita con puntualità filologica. Una sfilata austera, rigorosissima, dalle linee dritte e senza spigoli, in un’aurea vertiginosamente rigida. Niente orpelli poi, il prossimo Autunno - Inverno 2013-14 è volutamente lineare. Ad essere futuristici ci pensano i volumi e le texture.
“Una silhouette disciplinata, tagli geometrici, attitudine e tessuti robusti”, spiega il designer.
Bill Gaytten ci ha abituato a collezioni riportate nell’alveo della più pura linearità, sia durante il breve interregno in casa Dior sia nel suo procedere alla guida delle linee John Galliano (testando questa pesante eredità).
Si assiste così al trionfo di un’estetica dura, buia, incolore: il panno di lana impera, le linee sono essenziali, bluse gonne e pantaloni non escono dai ranghi di una linea squadrata. La vita è spesso segnata da cinture di pelle o da particolari simmetrie che si improvvisano baschine. Le giacche sartoriali contrastano con gonne e abiti a colonna, i pantaloni sono alla caviglia o larghi a 3/4. Drappeggi, tagli, pieghe geometriche e maniche definite, corte, quasi a kimono.
Sulla passerella di John Galliano si gioca con le dicotomie.
Una collezione decisa, pensata per una donna forte e sicura. Bill Gaytten unisce potenza e sensualità, giocando sui registri di ambivalenza. Sfila così sulla passerella un’aria languida, glamour, elegante e rigorosa per certi versi, ma con una morbidezza palpabile. Un appeal dunque che (complice lo styling e il make up) ricorda una donna dai toni futuristi, suggestiva nella sua ostentata sicurezza.
La palette cromatica è autunnale per eccellenza. In controtendenza a colori brillanti Gaytten preferisce nuance come il verde oliva, blu scuro, prugna, il grigio e il nero. Boots con cinturino e stivaletti col tacco squadrato tra gli accessori. A firmare i cappelli con la visiera in stile maoista, il designer Stephen Jones.
Per la sera un ritorno agli anni ’20: lo stile bandeau fa da padrone sempre accompagnato alla giusta dose di ruches e panneggi: l'eleganza del lungo in uno stile piuttosto minimalista.
Se Galliano preferisce il caos, Gaytten lo riconduce all’ordine.

C'è talento in eccedenza nel lavoro del designer, ma inevitabile la sensazione che qualcosa mancasse in questa sfilata composta e strutturata. Forse unicamente quella spettacolarità che era propria del fondatore.
Guardando questo esercizio accademico viene da chiedersi cosa resti di John Galliano in John Galliano: dopo la fuoriuscita da Dior e da questo marchio, lo stilista camaleonte manca pesantemente.

Ci fa rimpiangere (dobbiamo confessare) l’estro senza limiti dello stilista bistrattato dalla moda, specialmente dopo aver notato il ritorno del suo tocco vitale nella collezione di Oscar de la Renta con il quale ha collaborato.
Il vuoto di John chez Galliano si sente: il dna di questo marchio, difatti, è teatro fatto abito, drappeggio che si fa vestito, creatività che diventa esagerazione. Relegarlo a un esercizio di stile è alquanto fuorviante: come per tutti i marchi storici come Dior e Valentino, vale la pena di capire quale sia la sua vera anima.
Amore o no questa era John Galliano Prêt à Porter Autunno Inverno 2013-14.
Photo Credits: © from John Galliano SA.
(di Rosalba Radica - del 2013-05-03) articolo visto 1984 volte
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