Lecce, per non pagare un biglietto dell’autobus viene arrestato per rapina

autobusLECCE – Nei giorni scorsi, l’autista di un pullman di linea che effettua il trasporto passeggeri lungo la linea Otranto-Maglie-Lecce ha contattato il Commissariato di Otranto riferendo di essere stato appena rapinato del proprio telefonino cellulare.

Raggiunto sul luogo dalla Squadra di Polizia Giudiziaria e dalle Volanti del Commissariato di Otranto, l’autista offriva una descrizione sommaria del rapinatore, consentendo di avviare le prime ricerche.

Mente la Volante iniziava a perlustrare le vie adiacenti il luogo della rapina, gli altri poliziotti entravano rapidamente in possesso delle immagini registrate da un benzinaio antistante il luogo in questione, acquisendo, nell’immediatezza, elementi utilissimi alla successiva individuazione del giovane.

Questi aveva nel frattempo nascosto il cellulare provento dell’azione delittuosa, dopo aver estratto le due sim card in esso contenute, con l’intento di renderlo irrintracciabile.

La breve caccia all’uomo durava appena una ventina di minuti, poiché il giovane veniva individuato nei pressi della stazione ferroviaria, in procinto di prendere un treno per allontanarsi dal Comune idruntino.

Vistosi accerchiato dalla Polizia di Stato, il ragazzo si dava alla fuga ma, dopo qualche centinaio di metri, veniva infine acciuffato. Dopo essere salito sulla vettura di servizio, però, tentava ulteriormente di fuggire, ingaggiando una violenta colluttazione con uno degli agenti e, scaraventatolo rovinosamente per terra, si allontanava di corsa venendo però in breve bloccato e tratto in arresto per rapina, resistenza aggravata, violenza e lesioni procurate ai Pubblici Ufficiali intervenuti.

La resistenza dell’autista e il fatto che questi stesse telefonando al Commissariato per denunciare l’atteggiamento violento e minaccioso del giovane avevano fatto scattare in lui una reazione così violenta. Da qui l’idea di rapinare il malcapitato del suo cellulare,  in parte – dunque – per impedire la comunicazione telefonica con il Commissariato e in parte per “punire” la sua fedeltà al proprio compito. Il giovane, già noto alle forze di polizia, è stato posto ai domiciliari.