Palermo, fermata la fuga di tre pescatori di frodo

Palermo fermati pescatori di frondo di tonnoSanzionati perchè non in possesso dei titoli necessari per il prelievo del tonno

PALERMO – Durante l’esecuzione di una crociera volta al pattugliamento ed alla sorveglianza sulle attività economiche svolte nel mare antistante il litorale della provincia di Palermo, il guardacoste “G.118 Inzucchi” della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Palermo ha sottoposto a controllo di polizia un peschereccio delle marinerie locali con a bordo tre persone di equipaggio.

Avvicinatisi all’imbarcazione, i Finanzieri hanno subito notato sul ponte numerosi esemplari di tonno rosso (Thunnus thynnus) e, pertanto, hanno chiesto di esibire la documentazione atta a comprovare la liceità della pesca. Infatti, la pesca della prelibata specie marina è soggetta a precise restrizioni discendenti dalla regolamentazione di derivazione Comunitaria.

A quel punto, l’equipaggio del peschereccio, non essendo in possesso dei titoli necessari per il prelievo del tonno e resosi conto che la prosecuzione del controllo avrebbe portato al sequestro del pescato ed alla comminazione delle conseguenti sanzioni, riprendeva inspiegabilmente il moto, tentando di allontanarsi e di raggiungere la costa. Iniziava una rocambolesca fuga nel corso della quale le persone a bordo si disfacevano del carico, gettando in mare ben 13 esemplari adulti di tonno, seguiti dappresso dal Guardacoste che documentava quanto stava avvenendo con i sistemi di registrazione video in dotazione.

Contemporaneamente, veniva dato l’allarme e la Sala Operativa della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo inviava sul posto una vedetta veloce in grado di abbordare l’imbarcazione fuggitiva, nonostante le condizioni del mare non ottimali. Il peschereccio ed i suoi occupanti, quindi, venivano condotti nel porto di Palermo dove, nei loro confronti, si dava corso tanto alle sanzioni amministrative previste per la pesca illegale, tanto alla denuncia all’Autorità Giudiziaria per i reati di resistenza ed inottemperanza all’ordine di fermo proveniente da nave militare, rendendo così vano il tentativo di sottrarsi alle verifiche che le Fiamme Gialle conducono per assicurare il rispetto delle condizioni di libera concorrenza ed il rispetto delle regole del mercato.