1° maggio, Brunetta: “Il lavoro siamo noi, è la nostra vita”

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ROMA – “Il lavoro non è un fattore come tutti gli altri: è un fattore produttivo che pensa, che si arrabbia, che impara, che migliora, che si forma, che costa quando non è ancora produttivo e quando non è più produttivo. Il lavoro è qualcosa di diverso da quello che ci dice la teoria neoclassica, secondo cui è un fattore produttivo come il capitale, in una posizione di parità rispetto al capitale. No, non è così. Il lavoro siamo noi, è la nostra vita, la nostra socialità, la nostra libertà: libertà di pensare, di agire, di cambiare il mondo. E, per questa ragione, il lavoro ha bisogno di una regolazione speciale, una regolazione costituzionale, di relazioni industriali, sindacali, di qualità, di efficienza, di rispetto”.

Così il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ribadisce: “Il lavoro non è un fattore come tutti gli altri. E questo Giacomo Brodolini l’aveva capito benissimo e io mi onoro di aver diretto per 15 anni la Fondazione che ha portato e porta il suo nome”. E conclude: “Il valore che io auspico più di tutti è la coesione sociale, il più grande bene pubblico da perseguire oggi. Insieme, per affrontare le sfide del momento. Dalla guerra all’inflazione, all’energia, ai problemi della redistribuzione della ricchezza. Buon 1 maggio a tutti voi!”.