
L’organizzazione ha presentato ricorso la scorsa settimana, sostenendo che gli articoli contenevano “informazioni verificate e di buona provenienza” e che la Russia non aveva giurisdizione sulla Wikimedia Foundation, operante a livello globale. “Questa decisione implica che una conoscenza ben documentata e verificata su Wikipedia che non è coerente con il governo russo costituisce disinformazione”, ha affermato Stephen LaPorte, consigliere generale associato presso la Wikimedia Foundation, in una dichiarazione riportata dal sito The Verge.
“Il governo – ha aggiunto – sta prendendo di mira le informazioni vitali per le persone in un momento di crisi. Esortiamo la corte a riconsiderare a favore dei diritti di tutti l’accesso alla conoscenza e alla libera espressione”. Wikimedia Foundation ha depositato l’appello il 6 giugno, il governo russo avrà la possibilità di rispondere nelle prossime settimane. Il Roskomnadzor ha chiesto periodicamente a Wikipedia in questi mesi di rimuovere i contenuti e i volontari della libera enciclopedia hanno anche affrontato sfide al di fuori della Russia, incluso l’arresto di un redattore in Bielorussia a marzo.











