
“Impossibile selezionare la sua performance più significativa – aggiunge Bartoletti – Guido de “La vita è bella”? Saverio di “Non ci resta che piangere”? Giuditta del “Piccolo diavolo”? Le sue inarrivabili letture di Dante a Santa Croce (beato chi le ha viste)? Divertitevi voi, se vi va, a indicare il vostro Benigni “del cuore”. Raramente, qualsiasi cosa abbia fatto, non ci ha fatto emozionare e pensare! Da giovane conduttore del “Processo del lunedì” me lo ritrovai in piedi sulla scrivania. Un abbraccio, Roberto!”.











