
“Sono dei performer”, continua Sgarbi. “Ormai la loro azione è più memorabile delle ragioni per cui viene fatta. Va considerato come un fatto patologico. C’è una patologia, che è quella di voler essere protagonisti di qualcosa”, evidenzia il sottosegretario. Visionando il video diffuso in Rete, Sgarbi commenta: “Si direbbe un graffito particolarmente brutto. L’unico danno di cui abbiamo prova è quello che c’è nel loro cervello”, ha concluso il sottosegretario.











