
“Il mio suggerimento ai giovani medici – continua Scotti – è fare la domanda senza farsi portare fuori strada da chi sottolinea che la borsa di studio di specializzazione vale di più sul piano economico. Con queste novità non è più così, visto che in caso di carenza sul territorio, i medici di medicina generale possono assumere incarichi di guardia medica, di emergenza, di assistenza primaria seppure con un numero limitato di pazienti. Quando io sono entrato in medicina generale ho dovuto aspettare 7 anni in graduatoria per avere la convenzione e i pazienti. Oggi, invece, vista la carenza, le cose sono cambiate”.
Scotti, inoltre, ricorda come la medicina di famiglia oggi “attrae perché permette una gestione più autonoma della vita personale e professionale, caratteristica molto apprezzata dai giovani medici e non solo. Si può guadagnare di più in termini economici, ma anche di rapporto con i pazienti e qualità di vita, nonostante non manchino le difficoltà in questa professione”.











