
“Ma un presupposto di partenza deve essere uguale per tutti: quando si sceglie di vivere in una nazione straniera – ha osservato la premier – occorre accettarne la legge, la cultura e la tradizione affinché la convivenza sia possibile. E lo ribadisco qui, in una nazione che è stata pioniera del dialogo interreligioso e del rispetto per l’altro grazie a Re Hamad”.
Meloni ha citato un “illuminante passaggio dalla Dichiarazione del Regno del Bahrain” che recita “ci impegniamo a lavorare per un mondo in cui persone di sincera fede si uniscano nel rifiutare ciò che ci divide e si concentrino invece nel celebrare ed espandere ciò che ci unisce”, sottolineando che “il dialogo non deve mirare all’omologazione o alla cancellazione delle differenze. Tutt’altro”.
Il dialogo, per Meloni, “deve invece aiutare a conoscersi, a rispettarsi pienamente. Ancora una volta, la parola italiana ‘rispetto’ deriva dal latino respicere, che significa ‘guardare in profondità’. Il rispetto presuppone comprensione, storia, cultura, radici, e il suo prerequisito risiede nella consapevolezza e nell’orgoglio della propria identità, perché solo identità forti non temono il confronto. Questo è un presupposto per difendere insieme i capisaldi inevitabili di qualsiasi società sicura e prospera, come la libertà religiosa e i diritti delle persone”.











