
In questo quadro, appare inoltre necessario riequilibrare gli obblighi tra soggetti nazionali e internazionali, considerato che i produttori italiani sono soggetti a obblighi di reinvestimento nel sistema nazionale, mentre i soggetti stranieri che beneficiano del tax credit italiano non sono attualmente vincolati ad analoghi obblighi di reinvestimento in Italia. Una politica culturale responsabile deve guardare oltre l’immediato e tutelare la tenuta sistemica del cinema italiano, affinché le risorse pubbliche continuino a rappresentare una leva di crescita e non diventino, nel tempo, un fattore di progressivo depauperamento.
Il rischio concreto, infatti, è che il sistema di sostegno pubblico, pur mantenendo una sostenibilità contabile immediata, finisca per erodere la base industriale del cinema italiano, riducendo proprio quell’effetto moltiplicatore che storicamente ha giustificato l’intervento pubblico nel settore. Non bisogna dimenticare che il cinema e l’audiovisivo rappresentano un asset culturale, industriale e occupazionale strategico per il Paese.











