“Misurare il vuoto”, il libro di esordio di Caterina Villa

ROMA – Sulle rive del lago Trasimeno c’è una roulotte. Non si sa di chi sia, né come e perché sia finita lì, ma è aperta a chiunque serva uno spazio tutto per sé, lontano dalle incombenze della quotidianità. Nicola, Ofelia, Simone e l’enigmatico T. vi depositano dolori e segreti. Nicola è schiacciato dal rimpianto per un amore passato che lo ha segnato nel profondo, Ofelia cerca di liberarsi dal fantasma di una madre ingombrante e Simone è invischiato in una relazione tossica che sente di meritare. T., invece, lascia dietro di sé messaggi inquietanti che sembrano fare riferimento a un evento terribile. Quando la roulotte rischia di essere rimossa, l’unica salvezza è trovare il proprietario. Un romanzo corale che attraverso voci diverse si muove tra delicatezza e realismo, afflizioni e speranze, ferite e rinascite.

Caterina Villa, perugina, vive a Roma dove lavora alla Rai come giornalista televisiva. Ha pubblicato racconti per diverse riviste letterarie. “Misurare il vuoto” è il suo romanzo d’esordio.