L’Italia si candida a hub strategico del Mediterraneo. Salvaggio (Faster): «La sfida è garantire affidabilità e gestione termica per infrastrutture sempre più energivore»
L’intelligenza artificiale sta ridisegnando in profondità il mercato globale dei data center, destinato a superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, triplicando il valore registrato nel 2024. La crescita dell’IA generativa, dell’HPC e del cloud hyperscale sta accelerando la trasformazione delle infrastrutture digitali, portando in primo piano un tema cruciale: la gestione termica.
«La sfida non è solo aumentare la capacità di calcolo, ma garantire l’affidabilità dell’intero ecosistema tecnologico», sottolinea Nicola Salvaggio, Business Development Director for Thermal Management di Faster.
Un mercato globale in espansione
Secondo il Data Center Equipment & Infrastructure Market Report 2025‑2030 di IoT Analytics, la spesa mondiale per apparecchiature e infrastrutture dei data center ha raggiunto 290 miliardi di dollari nel 2024 e supererà i 1.000 miliardi entro il 2030, con una crescita superiore al +250%.
A trainare l’impennata è soprattutto la domanda di server per applicazioni AI e HPC: – da 204 miliardi di dollari nel 2024 – a 987 miliardi entro il 2030, quasi cinque volte tanto.
I data center diventano così il settore immobiliare più dinamico al mondo, rappresentando il 37% della raccolta fondi globale nel 2025 (circa 82 miliardi di dollari, secondo Colliers).
Italia: un hub emergente nel Mediterraneo
Le stime di Mordor Intelligence indicano che il mercato italiano dei data center passerà: – da 7,5 miliardi di dollari nel 2025 – a 8,5 miliardi nel 2026 – fino a quasi 15 miliardi entro il 2031, con un CAGR del +12,1%.
La capacità di carico IT crescerà da 1,08 mila MW nel 2025 a 4,09 mila MW nel 2030, con un CAGR del +30,5%. Numeri che confermano l’Italia come uno dei principali hub emergenti del Mediterraneo, spinta da cloud hyperscale, digitalizzazione pubblica e domanda di calcolo per l’IA.
La gestione termica: il nuovo fronte tecnologico
L’aumento della densità di calcolo porta con sé una sfida decisiva: raffreddare infrastrutture sempre più energivore. Le tecnologie di liquid cooling diventano centrali per garantire continuità operativa, efficienza energetica e sicurezza.
«Le proiezioni verso i 1.000 miliardi dimostrano che non si tratta solo di espandere le volumetrie, ma di compiere un salto quantico nell’ingegnerizzazione degli impianti», commenta Salvaggio.
Le soluzioni di Faster per il Thermal Management
Faster, azienda italiana fondata nel 1951 e attiva globalmente nei sistemi di connessione idraulica, ha lanciato una nuova divisione dedicata alla gestione termica, sviluppando soluzioni conformi alle specifiche Open Compute Project (OCP).
Il portafoglio comprende: – UQD (Universal Quick Disconnect) – UQDB (Universal Quick Disconnect Blind) – LQC (Large Quick Connector)
Progettate per applicazioni Direct‑to‑Chip e sistemi di distribuzione del refrigerante, queste soluzioni garantiscono affidabilità, prevenzione delle perdite e protezione delle apparecchiature nelle architetture ad alta densità.
A queste si aggiunge la nuova serie SLM (Snap‑Lock Modular), pensata per applicazioni ad alta portata tra le Coolant Distribution Unit (CDU) e i rack. Il sistema integra tecnologia di connessione e valvola con doppio meccanismo di sicurezza, attivando il flusso solo a connessione completata.
Salvaggio: «Affidabilità assoluta per l’era dell’IA»
«Per sostenere server sempre più potenti, l’infrastruttura fisica e di gestione termica deve garantire livelli di affidabilità assoluti», conclude Salvaggio. «Con le soluzioni per il Thermal Management vogliamo supportare l’evoluzione dei data center ad alta densità e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, offrendo competenze ingegneristiche e tecnologie progettate per prestazioni costanti e sicurezza operativa».












