
Il Patto dovrà prevedere: l’applicazione vincolante del fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti; risorse straordinarie e immediate per la liquidità di tutte le imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli; la semplificazione e l’accelerazione dei crediti d’imposta; l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, indicando l’incidenza del carburante e includendo i costi dei noli marittimi; un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali contro i furti di gasolio; un’iniziativa del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva sulle accise e ridurre la soglia minima del gasolio commerciale.
“La proclamazione di un fermo resta sempre l’extrema ratio – sottolinea CNA Fita – Ma qui non si tratta di annunciare una protesta: il rischio concreto è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento. Serve subito un Patto sociale sui carburanti per garantire la continuità dell’autotrasporto e tutelare un settore indispensabile all’intera economia nazionale”.










