
“Prezzi bassi dei carburanti. Giorgia Meloni due mesi fa ha avuto la possibilità di mettere a confronto la mia idea con quella degli uffici del Governo. Inizialmente prevalgono loro con la riduzione delle accise, miliardi spesi e risultati difficili, poi per fortuna prevale la mia tesi da uomo di economia ed energia. Il resto lo state vivendo oggi, almeno fino a giugno del 2027”, ha scritto Righini in uno dei suoi ultimi interventi. Una linea che l’amministratore delegato di Geotermia Italia aveva anticipato già nei mesi scorsi, quando aveva rivolto un appello ai vertici del settore energetico italiano chiedendo una maggiore attenzione alle esigenze di famiglie e imprese.
“Caro Claudio Descalzi, non puoi salvare la tua reputazione italiana portando gli utili agli azionisti, la salvi solo se il carburante torna sotto euro 1,50 e l’energia sotto 20 euro il MWh”, scriveva Righini, aggiungendo che “le famiglie e le imprese italiane meritano maggiore considerazione”. Secondo Righini, il nodo centrale non era rappresentato dalla riduzione delle entrate fiscali dello Stato, ma dalla necessità di intervenire sui meccanismi che determinano il prezzo finale dell’energia. “La vera soluzione strutturale dovrebbe essere quella di chiedere, come azionista, un piano industriale con maggiore produzione in Italia di carburanti ed energia a basso costo, per distribuirla a prezzi più bassi a famiglie e imprese”, sosteneva in un altro intervento pubblico.
Nello stesso periodo il presidente dell’Associazione Geotermia Zero Emissioni aveva inoltre invitato il Governo a rafforzare il concetto di sovranità energetica, affermando di aver “chiesto, documentando, un Piano per la sovranità energetica fatto da investimenti in nuovi impianti per ospedali, scuole, edifici pubblici e centri anziani”. Per Righini, il progressivo raffreddamento dei prezzi dei carburanti e dell’energia rappresenta oggi la conferma che la strada da lui indicata mesi fa fosse quella corretta. Una convinzione che continua a sostenere rivendicando il ruolo svolto nel promuovere un confronto pubblico sulla necessità di aumentare la produzione energetica nazionale, contrastare le dinamiche speculative e garantire ad aziende e cittadini energia a costi più competitivi. “Oggi vediamo gli effetti di una strategia diversa da quella immaginata inizialmente dagli uffici tecnici. La politica ha avuto il coraggio di cambiare approccio e i risultati stanno arrivando”, conclude Righini.











