Tv e linguaggio, 2 italiani su 3 vedono nei media un motore della violenza sociale

Filippo Poletti

Un’indagine di Filippo Poletti rivela che il 64% degli italiani ritiene che i linguaggi aggressivi di tv, radio e web influenzino i comportamenti quotidiani

La televisione continua a esercitare un ruolo centrale nella formazione dell’opinione pubblica e, secondo gli italiani, anche nel modo in cui le persone si relazionano nella vita di tutti i giorni. È quanto emerge da una ricerca promossa dal comunicatore e docente universitario Filippo Poletti insieme a Business Intelligence Group, che fotografa una crescente preoccupazione nei confronti dei linguaggi aggressivi diffusi dai media.

Secondo l’indagine, il 64% degli italiani ritiene che le modalità comunicative caratterizzate da litigi, insulti e toni esasperati in televisione, radio e podcast abbiano un impatto diretto sui comportamenti sociali, con una valutazione media di 8,1 su 10. Al contrario, oltre otto italiani su dieci riconoscono nel dialogo moderato e rispettoso uno strumento fondamentale per migliorare le relazioni umane.

Il dato evidenzia anche una marcata differenza generazionale. I più giovani mostrano una minore percezione del legame tra comunicazione aggressiva e comportamenti quotidiani. Tra gli under 30, inoltre, il 43% non riesce a individuare un modello di comunicazione garbata, mentre nelle generazioni più adulte il riferimento resta forte.

Tra i grandi protagonisti del passato, il volto più rappresentativo della comunicazione rispettosa resta Fabrizio Frizzi, indicato dal 42% degli intervistati. Seguono Corrado con il 24% e Raimondo Vianello con il 20%, autentici simboli di una televisione basata sull’equilibrio e sulla misura.

Il tema è al centro del nuovo libro di Filippo Poletti, Il Presentatore Perfetto, nel quale l’autore invita a superare fenomeni comunicativi come “rage bait” e “slopaganda”, strategie che puntano a generare indignazione e conflitto per attirare attenzione. Secondo Poletti, media e piattaforme digitali non si limitano a raccontare la società, ma contribuiscono a modellarne comportamenti e valori.

Dall’indagine realizzata da Espresso Communication insieme alla community di Libreriamo emerge anche la classifica dei conduttori più amati dagli italiani per capacità di dialogo, empatia e moderazione. A conquistare il primo posto è Stefano De Martino, scelto dal 79% del campione grazie alla sua capacità di rinnovare il linguaggio dell’intrattenimento televisivo. Sul secondo gradino del podio si colloca Gerry Scotti con il 76%, apprezzato per il rapporto diretto con il pubblico e la sua immagine rassicurante. Terzo Paolo Bonolis, al 68%, premiato per l’ironia intelligente e lo stile comunicativo originale.

Completano la top ten Alberto Angela (62%), Carlo Conti (59%), Amadeus (53%), Maria De Filippi (49%), Antonella Clerici (45%), Milly Carlucci (41%) e Mara Venier (37%).

L’indagine mette inoltre in evidenza come i gusti cambino in base all’età. La Generazione Z premia soprattutto Stefano De Martino, Alessandro Cattelan, Valerio Lundini e Amadeus, figure considerate più vicine ai linguaggi digitali e alle nuove forme di intrattenimento. I Millennial guardano invece a volti come Fiorello, Alberto Angela, Paolo Bonolis e Maria De Filippi, mentre tra i Boomer prevalgono Gerry Scotti, Milly Carlucci, Mara Venier e Carlo Conti.