Salute mentale e giovani, il messaggio di Annamaria Ascione

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La psicoterapeuta Annamaria Ascione presenta il libro “I Disturbi del Neurosviluppo” e porta al Congresso AISD uno studio sul rapporto tra dolore, emozioni e sviluppo

Comprendere il disagio prima che si trasformi in sofferenza cronica e imparare ad ascoltare ciò che spesso bambini e adolescenti non riescono a esprimere con le parole. È questa la visione che guida il lavoro della psicologa clinica e psicoterapeuta Annamaria Ascione, da anni impegnata nella tutela della salute mentale in età evolutiva.

Al centro della sua attività più recente c’è il volume I Disturbi del Neurosviluppo, pubblicato da Ledizioni e presentato nei giorni scorsi nella prestigiosa Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli. Un’opera che affronta alcune delle principali condizioni del neurosviluppo con uno sguardo multidisciplinare, ponendo l’attenzione non soltanto sulla diagnosi, ma soprattutto sulla persona e sul contesto in cui cresce.

Un libro per comprendere oltre le diagnosi

Nel saggio vengono analizzati temi di grande attualità come disturbo dello spettro autistico, ADHD, disturbi specifici dell’apprendimento e disturbo oppositivo-provocatorio. L’obiettivo non è limitarsi a definire categorie cliniche, ma fornire strumenti concreti a professionisti, insegnanti e famiglie per leggere in modo più profondo i bisogni dei ragazzi.

Particolare rilievo viene dato al ruolo della scuola, delle relazioni familiari e delle nuove tecnologie, fattori che influenzano in maniera significativa la crescita emotiva e cognitiva delle giovani generazioni. L’approccio proposto punta a creare una collaborazione costante tra famiglia e mondo educativo, favorendo percorsi condivisi capaci di valorizzare le risorse individuali di ogni bambino.

Dal neurosviluppo allo studio del dolore

L’interesse scientifico di Ascione si estende anche al rapporto tra mente, corpo e dolore cronico. La specialista, componente del Comitato tecnico-scientifico di ASSIMEFAC e socia AISD, presenterà una propria ricerca al 49° Congresso Nazionale AISD dedicato allo studio del dolore.

L’intervento approfondisce il concetto di “dolore evolutivo”, evidenziando come esperienze di stress e difficoltà relazionali vissute nelle prime fasi della vita possano influenzare lo sviluppo del sistema nervoso e dei meccanismi di regolazione emotiva.

Secondo la ricerca, nell’infanzia il disagio tende frequentemente a manifestarsi attraverso sintomi fisici ricorrenti, mentre durante l’adolescenza il legame tra emozioni, stress e dolore si esprime spesso con forme persistenti di cefalea e altre condizioni dolorose croniche.

Il corpo come voce delle emozioni

Alla base del pensiero clinico della psicoterapeuta c’è la convinzione che il corpo possa diventare il primo canale attraverso cui emergono vissuti emotivi ancora privi di una rappresentazione consapevole.

In una società caratterizzata da ritmi sempre più rapidi, iperstimolazione digitale e crescente difficoltà nell’elaborazione delle emozioni, il lavoro psicoterapeutico assume un ruolo fondamentale: aiutare bambini e ragazzi a trasformare sensazioni e sofferenze in pensieri, parole e consapevolezza.

Un cambio di prospettiva che invita a superare la semplice eliminazione del sintomo per concentrarsi sull’ascolto della persona nella sua complessità, integrando neuroscienze, psicoanalisi e medicina narrativa. Un approccio che mette al centro il benessere globale del paziente e che guarda alla salute mentale come a una responsabilità condivisa tra professionisti, scuola e famiglia.