Caro energia, Cna Pisa: «Artigiani e piccole imprese allo stremo, con l’inverno la situazione rischia di aggravarsi»

PISA – A livello nazionale, dall’inizio del conflitto in Iran, il caro energia è costato a famiglie e imprese circa 16,5 miliardi di euro in più rispetto ai prezzi medi di febbraio. È quanto emerge dall’aggiornamento della CNA nazionale al 30 settembre. Quasi la metà dell’aggravio arriva dai carburanti: il maggior costo di benzina e gasolio è stimato tra 7,4 e 7,6 miliardi. Seguono l’energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas, con 3-3,3 miliardi.

Settembre è stato il mese più pesante su scala nazionale, producendo da solo un conto aggiuntivo tra 4,6 e 5,2 miliardi (circa un terzo del totale accumulato da marzo). La benzina ha toccato i valori più alti dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato il picco della crisi del 2022 segnando un nuovo record storico nominale (2,351 euro al litro il 28 settembre). Sotto pressione anche il mercato elettrico, con il PUN medio di settembre a circa 208 euro per megawattora contro i 114,41 di febbraio (+82%). Le prospettive non rassicurano: se i prezzi calmierati dei carburanti venissero prorogati fino a dicembre e le quotazioni di luce e gas restassero sui livelli di settembre, il conto energetico complessivo per il Paese potrebbe arrivare a circa 33 miliardi a fine 2026.

Un quadro allarmante che si riflette pesantemente anche sul territorio pisano, dove il tessuto produttivo è costituito in larga parte da micro e piccole imprese. Dalla costa all’entroterra, dai laboratori artigiani della Valdera, del Cuoio e della Val di Cecina fino alle botteghe del Pisano, sono attività che lavorano ogni giorno con furgoni e mezzi di trasporto e che tengono accesi forni, apparecchiature elettriche, macchinari e impianti produttivi. Realtà che oggi si trovano in prima linea e sono le meno attrezzate per assorbire rincari di questa portata.

«Siamo estremamente preoccupati per le nostre PMI e per le imprese artigiane della provincia di Pisa», dichiara Francesco Oppedisano, presidente territoriale di CNA Pisa. «Parliamo di attività con margini ridotti all’osso, che difficilmente possono riversare questi aumenti sui prezzi finali. Per molte di loro la bolletta pesa ormai in modo determinante sui conti di fine mese. Con l’arrivo dell’inverno la pressione si sposterà inevitabilmente su luce e gas: per questo è fondamentale che le misure di sostegno siano strutturali e pensate su misura per le realtà più piccole, attraverso strumenti semplici, immediati e realmente accessibili».

CNA Pisa continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi, offrendo supporto e rappresentando con forza le istanze delle imprese del territorio nei confronti delle istituzioni locali e nazionali. «Le nostre imprese hanno dimostrato più volte una straordinaria capacità di resistenza di fronte alle crisi», conclude Oppedisano. «Oggi però hanno urgente bisogno di essere accompagnate e tutelate, perché possano continuare a investire, innovare e creare lavoro e valore sul nostro territorio».