Festa del Cinema di Roma, al via il progetto “Alla scoperta dell’arte indipendente”

ROMA – Portare alla luce nuovi sguardi, linguaggi e talenti ancora tutti da scoprire. Nasce con questo obiettivo “Alla scoperta dell’arte indipendente”, il progetto con cui Direct to Digital, Partner Culturale della Festa del Cinema di Roma 2026, trasforma il proprio stand presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in uno spazio dedicato alla creatività contemporanea. Dal 13 al 25 ottobre, ogni giorno alle ore 18, un vernissage inaugurerà una nuova mostra e presenterà al pubblico un artista e il suo personale sguardo sul cinema, sull’immagine e sulla realtà. Fotografia di scena, ritratto, reportage, archivi inediti, pittura, installazione e design si alterneranno dando vita a un programma in continua evoluzione, con alcune giornate che vedranno protagoniste due esposizioni contemporaneamente.

L’iniziativa nasce come naturale estensione della missione che Direct to Digital porta avanti nel mondo del cinema: scoprire, valorizzare e rendere accessibili opere indipendenti, creando nuove possibilità d’incontro con il pubblico. La società distribuisce infatti film e documentari sulle principali piattaforme internazionali, tra cui Amazon Prime Video, Apple TV e Google Play, raggiungendo potenzialmente oltre 100 Paesi. Se nel cinema Direct to Digital lavora per mettere in relazione la creatività indipendente con i grandi circuiti distributivi e nuovi pubblici, alla Festa del Cinema di Roma la stessa visione esce dallo schermo e si apre ad altre forme di espressione artistica.

Il fil rouge di “Alla scoperta dell’arte indipendente” è il rapporto tra il cinema e chi lo guarda, lo abita e lo racconta. Dal set osservato dall’interno ai volti degli attori, dalla memoria privata alla storia collettiva, fino al corpo, al paesaggio, alla materia e all’identità, ogni esposizione offrirà un nuovo punto di vista sull’immagine e sulla sua capacità di raccontare. Ad aprire il programma martedì 13 ottobre sarà Lucia Iuorio con Frames, una selezione di fotografie nate sul set nell’istante in cui una scena cinematografica si trasforma in un’immagine autonoma. Nei giorni successivi lo stand accoglierà linguaggi e sensibilità molto differenti: dall’incontro tra moda e cinema di Luisa Pagani in How bold is sweetness alla collezione di oggetti tra arte, design e decorazione di Amalia Gré, fino all’Archivio Come Eravamo presentato da Gianfilippo De Rossi, che attraverso negativi inediti del fotografo Gianfranco Torossi attraversa oltre mezzo secolo di memoria personale e storia italiana.

Il cinema tornerà sotto prospettive diverse anche nei lavori di Paolo Palmieri, che con L’altro lato della lente ripercorre quindici anni di ritratti d’attore, e di Luisa Galdo, che in Filmhouse racconta gli studi cinematografici di Formello in un momento sospeso e silenzioso. Con Naked, Maria Gaia Marotta porterà invece lo sguardo dalla parte del pubblico, ritraendo una sala di spettatori svestiti come metafora della nudità emotiva di chi si abbandona a una storia. Accanto al cinema trovano spazio anche reportage e indagini sulla realtà. Yarin Trotta del Vecchio, con Nisida – L’isola della gioventù sospesa, entra nel carcere minorile di Napoli, mentre Olmo Amato con Sentieri Sospesi porta figure provenienti da vecchi archivi fotografici all’interno di paesaggi naturali, creando immagini sospese tra memoria, realtà e sogno.

A completare il programma saranno le opere di Giulia Parisi, Jacopo Gentilini, Sofia Mari, Mia di Domenico, Priscilla Nutshell, Martina Mammola e MANI (Lorena Tiberi), in un percorso che attraversa fotografia, installazione e pittura interrogando identità, vulnerabilità, trasformazione, memoria e percezione. La curatela di tutte le mostre è di Flavia Princi. Lo stand nasce anche dalla collaborazione con Fabrique du Cinéma e per tutta la durata della Festa ospiterà il direttore responsabile Alessio Accardo, che proprio da questo spazio seguirà il reportage dedicato alla manifestazione. Una presenza che rafforza la natura dello stand immaginato da Direct to Digital: non una semplice vetrina, ma un luogo vivo, capace di cambiare volto ogni giorno e di favorire incontri tra artisti, filmmaker, produttori, professionisti e pubblico.

È la stessa vocazione annunciata da Direct to Digital con la propria partecipazione alla Festa del Cinema di Roma: creare uno spazio in cui cinema indipendente e mainstream possano dialogare e mettere in relazione la creatività con nuove opportunità e nuovi pubblici. Il programma si arricchirà inoltre domenica 25 ottobre alle ore 14.30 con la presentazione de Il vestito buono, romanzo d’esordio dell’autore e produttore audiovisivo Luca Monaco: un thriller psicologico che indaga il prezzo del successo e la fragilità dell’identità in un mondo attraversato da potere, tecnologia e controllo. La stessa giornata si concluderà alle ore 18 con In bilico tra le forme di MANI (Lorena Tiberi), ultimo appuntamento di un percorso che per tredici giorni farà dello stand Direct to Digital un luogo in cui ciò che è indipendente possa trovare uno spazio per essere visto, raccontato e scoperto.