Al convegno dell’Anpa Piemonte il legame tra le radici risicole, il cinquantennale dell’associazione e le sfide di oggi

LUCEDIO – È la storica cornice del Principato di Lucedio ad aver ospitato oggi il convegno regionale dell’ANPA, il sindacato pensionati di Confagricoltura, organizzato in collaborazione con Confagricoltura Vercelli-Biella e dedicato a un tema fortemente identitario: “Coltiviamo la storia”. Significativa la location: si tratta dello storico e vasto complesso architettonico e agricolo situato a Trino, in provincia di Vercelli, celebre per essere il luogo in cui venne introdotta per la prima volta la coltivazione del riso in Italia. I lavori, aperti dalla relazione della professoressa Paoletta Picco incentrata sul patrimonio cistercense che proprio qui diede vita nel 1123 alle Grange e alla prima risicoltura d’Italia, hanno ripercorso l’evoluzione dell’agricoltura e della rappresentanza rurale nel nostro Paese.

Ed è stato proprio all’interno di questa riflessione sulle radici delle campagne che Angelo Santori (foto), segretario nazionale dell’ANPA, ha annunciato la grande assise nazionale unificata che si terrà a Roma all’inizio del 2027 a coronamento dell’anno del Cinquantennale (1976-2026) dell’ANPA e della FIIAF, la Federazione dell’Impresa Agricola Familiare. «Nel 1976 – ha spiegato – Confagricoltura compì una scelta profetica affiancando all’impresa la tutela della persona e della famiglia rurale. Mezzo secolo dopo celebriamo un percorso straordinario nato nelle campagne, ma che oggi parla all’intera società. L’ANPA è un sindacato fortemente radicato nella storia agricola e nel vissuto del Paese, ma aperto a tutti i pensionati, perché le battaglie sulla dignità della terza età, sul welfare e sulla non autosufficienza toccano da vicino la vita di ogni famiglia italiana».

Da questo patrimonio, Santori ha impresso una naturale svolta verso il presente: «Coltiviamo la storia, ma con la stessa forza coltiviamo anche l’attualità. La memoria non è nostalgia, ma una radice profonda da cui trarre la forza necessaria per difendere oggi diritti e dignità».

Richiamando l’appello del “Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza”, Santori ha rivolto una precisa richiesta al Governo in vista dell’imminente Legge di Bilancio: «Servono 500 milioni di euro di risorse fresche per dare attuazione alla Legge 33 sulla non autosufficienza – ha dichiarato -. Non si possono fare le riforme a costo zero quando in gioco ci sono i bisogni reali di quattro milioni di anziani e delle loro famiglie. Quelle risorse servono per unificare i Punti Unici di Accesso, potenziare l’assistenza domiciliare integrata, qualificare le strutture residenziali e avviare la prestazione universale».

Analizzando la situazione del Piemonte, dove i circa 76-79 milioni di euro all’anno del Fondo Nazionale Non Autosufficienze — tra dote storica e quote vincolate ai servizi essenziali — servono appena a coprire le prestazioni già esistenti, Santori ha evidenziato come non vi sia un solo euro in più per ampliare la copertura alle troppe famiglie oggi escluse.

Ha quindi rilanciato le battaglie storiche dei pensionati di Confagricoltura: lo scomputo della casa rurale e dei terreni agricoli dal calcolo ISEE per non penalizzare i nostri anziani nell’accesso al Bonus Anziani; l’adeguamento delle pensioni minime al carovita; la sanità di prossimità con la telemedicina nelle Aree Interne; l’estensione del senior cohousing alla rete delle aziende agricole multifunzionali, degli agriturismi e delle fattorie sociali.

In chiusura, Angelo Santori ha sintetizzato il senso profondo della giornata: «Qui a Lucedio la storia non è un libro chiuso in biblioteca, ma è un campo aperto che richiede ogni giorno di essere arato e protetto. Coltivare la storia è un patto tra generazioni, significa fare della memoria storica e del nostro cinquantennale la forza per pretendere oggi più risorse, equità sociale e rispetto per la nostra Generazione Custode. Continueremo con l’impegno di sempre, affinché nessun anziano sia lasciato solo».