Entro venerdì arriveranno i protocolli di sicurezza per la riapertura, autonomia alle Regioni ma il governo potrà intervenire con nuove chiusure se la curva contagi dovesse risalire

Distanze tra i tavoli dei ristoranti, regole per la sanificazione, la presenza o meno dell’obbligo di prenotare la seduta nel salone di bellezza: per ogni tipologia di attività verranno indicate dal governo le linee guida predisposte dal Comitato tecnico-scientifico.
Per queste attività commerciali il rischio di aggregazione è un po’ più alto che in altre, e gli scienziati, assieme ai tecnici dell’Inail, studiano il modo per garantire una riapertura nel segno della sicurezza: “Nei prossimi giorni il ministro Speranza e l’Inail vi invieranno i protocolli per la ristorazione, i servizi alle persone (compresi estetisti e parrucchieri) e le attività legate alla balneazione” spiega il premier Giuseppe Conte.
Si dovrà invece aspettare ancora per la riapertura di cinema, teatri, palestre e piscine, ovvero per tutte quelle attività che includono un rischio maggiore di assembramento.
“Inizia la fase della responsabilità per le Regioni”, sottolinea il ministro delle Autonomie Francesco Boccia. Saranno infatti i governatori regionali a procedere, autonomamente, alla riapertura, ma viene specificato che il governo avrà facoltà di rimettere il lucchetto alle attività qualora la curva dei contagi tornasse a salire.
Il governo e gli enti locali, comunque, porteranno avanti insieme il monitoraggio della situazione.











