A Presadiretta un’inchiesta sul business delle armi e il suo ruolo negli equilibri geopolitici

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ROMA – A PresaDiretta, domani alle 21.20 su Raitre, un’inchiesta dedicata al business delle armi e al suo ruolo negli equilibri geopolitici, tra indagini della magistratura, scenari di guerra, testimonianze esclusive, documenti inediti e traffici illegali. Pensavamo che il nostro Paese non avesse più a che fare con alcuna guerra? Non è così.

A marzo dell’anno scorso, mentre tutte le aziende italiane si fermavano per il lockdown, il governo italiano ha deciso che non si poteva fare a meno dell’industria militare, che ha continuato a produrre ed esportare le sue armi.

E’ davvero un settore così strategico per l’economia del Paese? Con l’ultima Legge di Bilancio votata a fine 2020, il budget annuale della Difesa è passato da 22 miliardi e 94 milioni a 24 miliardi e 58 milioni di euro e per il 2021 è prevista una spesa di almeno 6 miliardi di euro per comprare nuovi bombardieri, carri armati, elicotteri militari.

E poi, in quali parti del mondo finiscono le nostre armi? Come vengono utilizzate?

Che relazione c’è tra il caso Regeni e la vendita di navi militari che il nostro Paese ha appena concluso con l’Egitto del presidente Al Sisi?

PresaDiretta ha risposto a queste domande raccogliendo testimonianze, immagini e documenti esclusivi.

L’export degli armamenti è regolamentato dalla Legge 185 del 1990. Una norma che parla chiaro: l’esportazione è vietata verso quei Paesi che compiono gravi violazioni dei diritti umani e sono impegnati in conflitti. PresaDiretta ha viaggiato dalla Turchia al Kurdistan iracheno per capire se e come le armi italiane vengono utilizzate negli scenari di guerra e contro la popolazione civile. Ha seguito le inchieste della magistratura italiana sulle tracce di un traffico illecito di armi verso la Libia e sulla vendita di armamenti all’Arabia Saudita.

Negli ultimi 20 anni, ogni governo, senza eccezioni, ha sostenuto e quando possibile aumentato il finanziamento pubblico al settore della Difesa.

Perché tanta attenzione da parte della politica italiana nei confronti dell’industria militare? Quali sono gli intrecci tra la politica, le forze armate e l’industria delle armi?