Secondo la ginecologa Ilaria Vasselli, esperta in fisiopatologia della riproduzione, è fondamentale «identificare i fattori predittivi dell’aborto spontaneo e costruire percorsi di cura post-evento, che includano supporto psicologico e valutazioni nutrizionali mirate». Un approccio che diventa cruciale soprattutto per le donne che vivono perdite ricorrenti.
In Italia, i dati ISTAT mostrano che nel 2025 le dimissioni ospedaliere per aborto spontaneo sono state 27.728. Numeri in calo rispetto al passato — erano oltre 61mila nel 2016 — ma comunque sufficienti a mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che resta diffuso e spesso sottovalutato.
La maggior parte degli aborti avviene nel primo trimestre, mentre tra le cause più frequenti figurano anomalie cromosomiche, squilibri ormonali, patologie tiroidee, PCOS, infezioni, età materna molto giovane o avanzata, età paterna oltre i 40 anni, BMI troppo basso o elevato, fumo, alcol, stress e inquinamento. A pesare è anche l’aspetto sociale: molte donne affrontano la perdita in reparti maternità, un contesto che può amplificare il trauma.
La ricerca scientifica conferma che alimentazione e micronutrienti influenzano la fertilità, l’impianto embrionale e il corretto sviluppo del feto. Lo studio The Association Between Periconceptual Maternal Dietary Patterns and Miscarriage Risk — condotto da università britanniche — evidenzia come carenze nutrizionali possano aumentare il rischio di complicanze, inclusi difetti congeniti e aborti spontanei.
«Investire nella nutrizione preconcezionale significa agire in una finestra critica che può determinare l’esito della gravidanza», sottolinea Sabrina Fiorentino, CEO e responsabile scientifica di Sestre.
Secondo le esperte, questi sono i micronutrienti più importanti per ridurre il rischio di aborto spontaneo:
Fondamentale per prevenire difetti del tubo neurale. Preferire la forma attiva (metil-folato, 5-MTHF).
Supporta l’impianto e l’embriogenesi nelle prime settimane. Essenziale per la sintesi delle membrane cellulari e la metilazione.
Necessario per l’aumento del volume sanguigno materno e lo sviluppo fetale. L’assorbimento migliora con la vitamina C.
Cruciali per lo sviluppo neurologico e visivo del feto. Preferire integratori certificati e a bassa tossicità.
Indispensabile per ossa e denti del nascituro e per la salute scheletrica materna.
Regola il sistema immunitario e gli ormoni riproduttivi. Bassi livelli sono associati a ridotta fertilità.
Vitamine C ed E, zinco e selenio proteggono ovuli e spermatozoi dallo stress ossidativo.
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