ROMA – “Oggi il ministro Piantedosi imbroglia le carte sul caso Rogoredo vantandosi di aver affermato dall’inizio che non ci sarebbero stati scudi immunitari per nessuno. Si tratta di una presa in giro da parte del ministro che ha proposto lo scudo penale nell’ultimo decreto sicurezza proprio sull’onda della campagna “io sto con il poliziotto” scatenata dal suo partito. Lo stesso ministro Piantedosi dichiarò che il poliziotto, se fosse stato in vigore lo scudo, “avrebbe potuto fruire del beneficio dell’inversione dell’onere della prova. Perché è evidente in questo caso che c’era una causa di giustificazione molto evidente”. Se l’agente arrestato oggi non ha beneficiato dello scudo è solo perché è stato approvato dal Consiglio dei Ministri dopo l’omicidio di Rogoredo”. Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.
“Il ministro Piantedosi – aggiungere – dovrebbe dimettersi insieme al suo collega e leader del suo partito Salvini per le dichiarazioni contro l’inchiesta e per aver proposto uno scudo penale che avrebbe impedito l’accertamento della verità, o comunque lo avrebbe reso molto più difficile, facendo oltretutto correre la prescrizione. Piantedosi e Salvini si arrampicano sugli specchi: per verificare se vi sia stata legittima difesa è comunque obbligatoria l’iscrizione nel registro delle notizie di reato. Il governo faccia immediatamente marcia indietro sullo scudo penale. In uno stato diritto neanche la polizia è al di sopra della legge. Questo governo alleato di Trump è pericoloso. Non lasciamo che manometta la Costituzione chi ha esaltato la licenza di uccidere. Il no al referendum è un voto garantista”.
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