Acerbo (Prc-Se): “Anche Papa Francesco nel mirino dei guerrafondai”

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ROMA – “Ormai anche Papa Francesco viene accusato di essere filo-Putin dai guerrafondai!”. Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, commenta un attacco al pontefice uscito su Le Monde, dove Bergoglio viene “accusato di lavorare al riavvicinamento con la chiesa ortodossa, di non aver attribuito al solo Putin la responsabilità della guerra in corso. L’impegno del Papa per la pace e il cessate il fuoco con la visita a sorpresa all’ambasciata russa in Vaticano diventa oggetto di illazioni vergognose. Accusare il Papa di “guardare solo a Mosca” mostra quanto sia forte il furore ideologico del partito della guerra”.

Per Acerbo, “Papa Francesco e il cardinale Parolin stanno facendo quello che avrebbero dovuto fare il governo Draghi e l’intera UE: mediare tra Russia e Ucraina per una soluzione pacifica della crisi. Invece un’UE succube della Nato, cioè degli USA, ha scelto la via della co-belligeranza che rischia di trasformare l’Ucraina in un nuovo Afghanistan o una nuova Siria. Mentre su media e giornali dilaga la propaganda di guerra, da Papa Francesco arriva un messaggio e un esempio di ricerca di pace e dialogo a cui ci associamo. Anche nel 1914 alla vigilia della Prima Guerra Mondiale che causò 16 milioni di morti i socialisti e il Papa si trovarono dalla stessa parte nel cercare di contrastare la follia guerrafondaia. A Papa Francesco esprimo la solidarietà pacifista di Rifondazione Comunista”.