Arnulf Rainer. Colori nelle mani, mostra a Firenze: ecco quando

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Arnulf Rainer, Untitled, 1980, olio su cartoncino montato su legno. Courtesy the Artist

In programma dal 2 ottobre all’8 gennaio 2022 presso la Galleria Poggiali Firenze la mostra a cura di Helmut Friedel con testo critico di Giovanni Iovane

FIRENZE – Dal 2 ottobre 2021 all’8 gennaio 2022 la Galleria Poggiali di Firenze, nelle sue due sedi di via della Scala e di via Benedetta presenta la mostra Colori nelle mani dell’artista austriaco Arnulf Rainer (Baden, 8 dicembre 1929) con la curatela di Helmut Friedel.

Colori nelle mani presenta un corpus di dipinti inediti, scelti appositamente dall’artista, dal curatore e dai galleristi attingendo da opere venute alla luce tra il 1981 e il 1985. Tra queste si trovano anche quelle della famosa serie dei dipinti fatti con le mani che furono esposti per la prima volta a Kassel per Documenta 7.

“Tra il 1981 e il 1983 nascono i dipinti realizzati con le mani e con le dita, in cui l’energia di Face Farces e del Body Language non approda nell’espressione corporea e nella fotografia, ma la materia del colore viene premuta con tutta la forza sul cartone – spiega Helmut Friedel, curatore della mostra –. In ginocchio, il pittore lavora da una superficie all’altra, afferra i colori ad olio, sente la piena presenza della materia nelle sue mani nude, che non protegge nemmeno con i guanti. Così, come un demiurgo, forma l’espressione come rappresentazione. Alcune stesure di colore ricordano mani in cerca di soccorso che non trovano sosta e somigliano a urla; altre, più concilianti, circondano un oggetto o uno spazio immaginario e trascinano con sé anche altri colori, generando così una selvaggia danza espressiva, la danza dell’espressione diretta. […] L’incontro con l’opera di Arnulf Rainer è sempre fonte di sorpresa. I suoi dipinti stupiscono e affascinano per la vivacità dell’applicazione del colore, della velatura cromatica, intensa e violenta nelle immagini strutturali le cui superfici sono preformate in rilievi sottili per poter poi assorbire il colore ancor più intensamente”.

La mostra, che sarà accompagnata da un testo critico di Giovanni Iovane, si inserisce nella tradizione della sede fiorentina della Galleria Poggiali che ha infatti esposto il lavoro di grandi maestri come ad esempio Claudio Parmiggiani, Gilberto Zorio, Enzo Cucchi che hanno sempre lavorato appositamente per la galleria.

Noto al grande pubblico per la sua arte astratta e informale, Arnulf Rainer durante i suoi primi anni di carriera fu influenzato dal Surrealismo facendo poi evolvere il suo stile verso la distruzione delle forme, con annerimenti, ridipinture e mascherature di illustrazioni e fotografie che dominano i suoi lavori successivi. Era molto vicino all’Azionismo viennese, caratterizzato da body art e pittura sotto l’effetto di droghe e dipinse a lungo la relazione tra la vita e la morte concentrandosi ampiamente sul tema di Hiroshima in relazione al bombardamento nucleare della città giapponese e alle sue ricadute politiche e fisiche. Ha esposto nei grandi eventi internazionali come ad esempio la Biennale di Venezia (1980 e 2011) e la Biennale di San Paolo (1996) o ancora Documenta 7 (1982). Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo come il MOMA e il Guggenheim Museum di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi, lo Stedelijk di Amsterdam e il Kunstforum Vienna. Nel 1993 a New York è stato inoltre aperto l’Arnulf Rainer Museum. Dopo una splendida carriera, e a 92 anni, la Galleria Poggiali porta per la prima volta in assoluto Arnulf Rainer a Firenze e gli dedica una grande mostra.