Sullo sfondo di una cittadina di riviera sospesa tra il clamore dell’estate e il vuoto dell’inverno, il romanzo prende le mosse dal ritorno a casa di Valerio, violinista fragile ed egocentrico, appena uscito dal carcere dopo una condanna per truffa. Ad aspettarlo c’è la moglie Camilla, pettinatrice schiva ma determinata, ferita da anni di tradimenti, sottomissioni e incomprensioni. L’assenza del marito ha dato a Camilla la forza di maturare una decisione irrevocabile: rompere il legame e conquistare la propria indipendenza. Ma il confronto tra i due coniugi scatenerà un tragico colpo di scena dagli strascichi dolorosi e inquietanti.
Con una scrittura d’impronta lirica e dialoghi di forte taglio teatrale, Ramous affronta temi pionieristici per gli anni in cui scriveva: la sottomissione femminile, le dinamiche di manipolazione all’interno del matrimonio, il trauma inespresso e la ricerca di riscatto personale. L’immagine simbolica del “tetto” – rifugio domestico ideale mai pienamente conquistato – e il verso ostile dei gabbiani accompagnano il lettore verso un finale onirico di grande suggestione. «Un’opera narrativa originale e coinvolgente, segnata da una profonda sensibilità psicologica e da una bruciante attualità», sottolinea Francesco De Nicola nella prefazione.
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