Astensionismo, D’Incà: “Voto a distanza possibile entro la fine della legislatura”

18

ROMA – “L’astensionismo è il sintomo principale della malattia per una democrazia”: lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà (M5S), in un’intervista a “La Repubblica”, nella quale commenta il Libro bianco stilato dalla commissione di esperti per indagare le cause dell’astensionismo. La commissione, fra le sue proposte, ha inserito alcune soluzioni per i 9 milioni di italiani con problemi di salute o con la residenza lontana dal luogo di studio e lavoro: in primis il voto negli uffici postali.

Rispondendo a una domanda sulle ragioni del ritardo dell’Italia in questo campo, il ministro ha osservato: “Probabilmente perché è mancata un’analisi complessiva del fenomeno, però posso dire che stavolta ho avuto incontri informali con tutte le parti politiche, indicando le possibili soluzioni: due soli election day l’anno e il voto anticipato presidiato. Ho trovato una grande attenzione a questo tema”.

“Abbiamo dato le nostre indicazioni, le proposte – ha precisato D’Incà – dovranno essere trasformate in legge e come ministro con delega alle riforme istituzionali farò la mia parte nel Governo e mi impegnerò a promuoverle in Parlamento con l’obiettivo di farle entrare in vigore per la fine della legislatura”.