L’analisi si basa sul parere di oltre 210mila collaboratori appartenenti a 415 organizzazioni attive in Italia. Il Trust Index medio delle aziende in classifica raggiunge l’85%, in crescita rispetto al 2025 (84%) e ben superiore sia alle aziende certificate ma non presenti nel ranking (75%) sia alla norma italiana, che si ferma al 44%.
Anche l’Overall Satisfaction si conferma elevata: 87%, con un divario del +44% rispetto alla media nazionale (43%).
Questi livelli di fiducia si riflettono direttamente sulle performance economiche: i Best Workplaces 2026 registrano una crescita media dei ricavi del +20%, contro l’1% delle aziende italiane di industria e servizi rilevate dall’indice Istat.
Un quarto delle organizzazioni presenti in classifica appartiene al settore IT (25,3%), seguito da:
Dal punto di vista geografico, oltre 7 aziende su 10 (72%) hanno sede in Lombardia (49,3%) e Lazio (22,67%). In totale sono rappresentate 11 regioni italiane, mentre Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna non presentano aziende in classifica.
Il profilo dei lavoratori coinvolti mostra:
Dall’analisi dei commenti dei collaboratori emergono i fattori che rendono unico l’ambiente di lavoro:
In fondo alla classifica degli elementi più apprezzati compaiono invece spazi di lavoro, orari e flessibilità (8%).
Tra le aree di miglioramento indicate dai dipendenti:
Gli indicatori mostrano inoltre una crescita rispetto al 2025 in ambiti come meritocrazia (73%, +2%) ed eventi speciali (90%, +2%), mentre responsabilizzazione, benefit e flessibilità registrano un lieve calo (-1%).
Il Trust Index varia anche in base alla dimensione aziendale:
«Nelle organizzazioni dove l’ascolto delle persone e la fiducia nel loro lavoro sono pratiche concrete, si osserva una maggiore solidità finanziaria, trasversalmente a settori e dimensioni aziendali» afferma Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia.
«In questi 25 anni abbiamo ascoltato quasi due milioni di persone di oltre cinquemila organizzazioni, mentre il mercato del lavoro cambiava profondamente. Il nostro plauso va alle aziende che scelgono di migliorare basandosi sui dati dell’ascolto attivo» aggiunge Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia.
Oltre 1.000 collaboratori
500–999 collaboratori
150–499 collaboratori
50–149 collaboratori
10–49 collaboratori
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