Bike sharing e green economy: analisi a cura di Rews.it

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bici montagna

Oggi la questione legata alla sostenibilità ambientale ha acquisito importanza nevralgica al centro della discussione politica, tanto che nel nuovo governo è presente il ministero per la transizione ecologica. Con l’aiuto di Rews.it, rivista specializzata in recensioni, analizzeremo tutti i vantaggi legati alla green economy.

Nella normativa dell’Unione Europea vi sono numerosi riferimenti alla green economy, la quale rappresenta un obiettivo fondamentale per l’Unione. Molte città europee si stanno adeguando alla transizione ecologica imposta dalle autorità, adottando misure atte a ridurre le emissioni e volte ad uno sviluppo sostenibile.

Questo sviluppo passa dalla transizione in città cosiddette smart, all’interno delle quali è garantito uno sviluppo sostenibile tramite l’organizzazione intelligente tra tecnologia e trasporti. Grazie alla smart mobility nelle grandi città è possibile ridurre notevolmente l’impatto ambientale dei trasporti, tant’è che il settore è in forte crescita e conta un giro d’affari che supera i duecento miliardi di euro.

Come specifica Alfonso Melis, redattore sportivo di Rews.it, la smart mobility si poggia soprattutto sulla sharing economy, ossia l’economia condivisa, che vede al centro servizi come il car sharing ed il bike sharing. Con questa tipologia di servizi si può condividere l’utilizzo dell’auto o della biciletta all’interno della città, in questo modo si ottiene sia un vantaggio economico, visti i bassi costi di utilizzo, sia un vantaggio in termini di impatto ambientale, in quanto si riduce notevolmente il numero di veicoli circolanti in città.

Comunque oggi stanno avendo una grossa diffusione anche le bici elettriche che si innestano benissimo nella rivoluzione green. Grazie all’utilizzo della bicicletta elettrica si può viaggiare in città con un impatto ambientale pari a zero, inoltre i benefici sono sia economici, in quanto non si dovranno sostenere le spese per il mantenimento di un veicolo, sia dal punto di vista salutare perché si svolge contemporaneamente anche attività fisica.

Nell’ottica della green economy certamente la bicicletta elettrica svolge un ruolo fondamentale in quanto rappresenta uno strumento utilissimo per ridurre le emissioni, soprattutto in città. Online è possibile trovare numerose bici elettriche per fare sport e contribuire in maniera diretta alla green economy.

Il bike sharing spiegato da Rews.it

Il bike sharing rientra nella cosiddetta economia della condivisione, la quale prevede la condivisione di servizi tra più soggetti grazie all’utilizzo di piattaforme online che si occupano di organizzarli. Il sistema si basa sul riutilizzo dei beni, piuttosto che sull’acquisto di nuovi beni, grazie al quale il proprietario può anche ottenere un vantaggio economico.

Tra questi servizi vi rientra il bike sharing, ossia la condivisione della bicicletta, molto diffuso anche nelle grandi città italiane. Il bike sharing comporta l’istallazione di alcune stazioni presso le quali saranno collocate delle biciclette sbloccabili tramite app o con una chiave.

Per evitare che vi siano furti o atti di vandalismo generalmente le biciclette vengono tenute bloccate con catene o appositi blocchi, dando la possibilità, solo a chi abbia effettuato la registrazione o comunque richiesto l’utilizzo, di poterne usufruire.

A seconda che il servizio sia più o meno tecnologico vi si può aderire online, attraverso la registrazione ad una piattaforma, oppure meno tecnologico, con delle stazioni che prevedano l’utilizzo di una chiave fisica per poter prendere la bicicletta.

I sistemi più all’avanguardia danno la possibilità di lasciare il veicolo in una stazione diversa da quella in cui lo si è preso. In molti casi si tratta di un servizio gratuito, ma vi sono anche ipotesi in cui è a pagamento in base al tempo di utilizzo della bicicletta, con la possibilità anche di sottoscrivere abbonamenti settimanali o mensili.

Il bike sharing in Italia

Il servizio di bike sharing ha ormai da tempo preso piede in Italia, sono ben 132 le città che ne permettono l’utilizzo, tra queste vi sono sia le città più grandi come Roma e Milano, sia quelle più piccole e provinciali, tra cui Benevento, Udine e Trani.

Ovviamente, sottolinea Alfonso Melis, i vari servizi di Bike Sharing si differenziano tra le città in base all’estensione territoriale della città stessa ed alle infrastrutture e delle stazioni presenti. In alcune città, ad esempio Genova, vi sono le biciclette elettriche dati i dislivelli del territorio cittadino.

La città maggiormente evoluta per quanto riguarda il bike sharing è certamente Milano che conta ben 320 stazione e circa 5.000 biciclette.

Nella maggioranza delle città italiane il sistema si basa sull’utilizzo di app per la prenotazione della bicicletta.

Altri esempi di sharing economy: il car sharing

Il car sharing in linea di massima si basa sugli stessi principi che governano il bike sharing. Come ci spiega Rews.it, consiste nell’utilizzo di un veicolo per breve tempo, pagando una cifra in base al tempo di utilizzo. Anche questo servizio nasce nell’ottica della green economy e dello sviluppo sostenibile, grazie ad esso infatti molte persone possono usare la stessa auto, contribuendo a diminuire le emissioni e l’impatto ambientale.

Il servizio può variare da città a città in quanto si hanno sia ipotesi in cui vi sono delle stazioni, come per il bike sharing, dove poter prendere l’auto sia dei servizi detti auto condivisa a senso unico, dove l’auto può essere lasciata in qualsiasi luogo al termine dell’utilizzo e chi ne voglia usufruire può cercare sulla mappa quella a lui più vicina. In genere le automobili utilizzate per il servizio di car sharing sono tutte uguali, proprio per renderle maggiormente riconoscibili agli utilizzatori.

La prenotazione del servizio di car sharing avviene generalmente online tramite l’utilizzo di una specifica applicazione grazie alla quale si può cercare l’auto più vicina, il prezzo invece può variare sia in base al tempo di utilizzo sia in base a costi fissi.

Grazie al car sharing l’auto diventa molto simile ad un vero e proprio servizio di trasporto pubblico, trasformandosi da bene di consumo a servizio.

Il car sharing in Italia

Nelle città italiane, specie in quelle del Nord, il servizio di car sharing è abbastanza diffuso già da diversi anni. A Milano, infatti, il primo car sharing è stato avviato da Legambiente già a partire dal 2001. Nel corso degli anni diverse altre città hanno aderito al servizio, tanto che ad oggi il car sharing in Italia è uno strumento diffuso ed utilizzato da decine di migliaia di persone.