“Esprimiamo soddisfazione – dichiara Vittorio Ferraris, Direttore Generale di Unionbirrai – per questa apertura tanto attesa da parte del Ministero dell’Agricoltura. Dopo anni di lavoro e confronto, è finalmente chiaro che le Istituzioni hanno recepito la necessità di aggiornare una norma vetusta e fortemente penalizzante per i produttori italiani, soprattutto per i piccoli birrifici indipendenti”.
Il testo dell’emendamento De Carlo stabilisce che: “Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministro della Salute, sono stabilite le caratteristiche analitiche e i requisiti qualitativi delle diverse tipologie di birra […]. Alla data di entrata in vigore del decreto, il DPR 1498/1970 è abrogato”.
Il DPR 1498/1970, infatti, mantiene limiti rigidi e superati su parametri come acidità, anidride carbonica, limpidità, ceneri e tenore alcolico, e risulta incompatibile con gli standard produttivi contemporanei nonché in contrasto con la normativa comunitaria, in particolare con il Regolamento CE 852/2004 sull’autocontrollo e la sicurezza alimentare. Queste distorsioni normative colpiscono tutti i produttori nazionali, ma hanno un impatto particolarmente forte sulle produzioni artigianali, sempre più caratterizzate da stili innovativi e non standardizzati.
“Ringraziamo il presidente Sen. Luca De Carlo – prosegue Ferraris – per l’impegno e la determinazione con cui ha portato avanti questa battaglia, intercettando le richieste di Unionbirrai e dell’intero comparto brassicolo. Ora è importante che il confronto con la filiera, previsto per la redazione del nuovo decreto, sia rapido, aperto e fondato su evidenze tecniche”.
Unionbirrai ribadisce la necessità di una normativa moderna, snella e coerente con l’evoluzione del settore e con le regole europee. È fondamentale superare definitivamente ostacoli burocratici vecchi di cinquant’anni che hanno finora frenato innovazione e competitività delle produzioni nazionali, penalizzando proprio quelle realtà che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy brassicolo.
“Siamo sul giusto percorso – conclude Ferraris – e ci faremo trovare pronti non appena il ministro Francesco Lollobrigida avvierà il tavolo tecnico con la filiera. Le nostre proposte sono chiare, fondate e condivise da anni. Questo è il momento di tradurle in fatti, per dare finalmente alla birra italiana la libertà normativa che merita”.
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