
In particolare si è soffermato sui rapporti con il Governo a oltre un anno dall’alluvione in Romagna. “Sono trascorsi oltre 13 mesi e il credito d’imposta non è ancora attivo – ha spiegato Bonaccini – I beni mobili entrano solo adesso in un decreto striminzito, che non aggiunge un euro e che dice che chi ha perso tutto può ricevere solo 6 mila euro al massimo. Avevano promesso il 100%, siamo vicini all’elemosina”. Altro tema delicatissimo trattato nel suo discorso, quello della salute e della difesa della sanità pubblica: “Né io né i cittadini sappiamo cosa farcene di un 10 in pagella se poi mancano i medici, gli infermieri, le prestazioni. Ribadisco che serve più sanità, e più sanità pubblica”.
“Da parte mia – ha concluso Bonaccini – ho cercato di servire al meglio questa regione. Devo ringraziare quest’Assemblea perché la qualità del dibattito è stata civile e rispettosa, anche esprimendo idee opposte ma sempre nell’interesse della comunità qui rappresentata. In questi dieci anni se questi risultati sono stati ottenuti è anche perché ci sono gli emiliano-romagnoli che, pur davanti a tragedie, si sono rimboccati le maniche senza lamentarsi. Quando qualcuno cade, in Emilia-Romagna, nel momento in cui si rialza si guarda indietro per vedere se c’è qualcuno cui tendere la mano”.










