PARMA – Dal 1° maggio al 2 agosto, Parma ospita l’universo sonoro e visivo di Brian Eno attraverso “SEED” e “My Light Years”, realizzati dal Comune di Parma con la curatela di Alessandro Albertini. A quattro anni dalla sua ultima creazione italiana e dopo il Leone d’Oro alla carriera conferitogli da La Biennale di Venezia nel 2023, l’artista torna in Italia per abitare e reinventare gli spazi di due dei complessi culturali più rappresentativi della città, chiusi al pubblico da anni e restituiti alla fruizione pubblica: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio.
Nel primo sboccia “SEED”, progetto artistico che si articola e sviluppa in due fasi: la prima prevede la presentazione al pubblico dell’installazione audio site-specific “Installation for Giardini di San Paolo”, creata da Brian Eno e dalla giornalista e scrittrice turca Ece Temelkuran. Al termine – nella seconda fase – l’opera trova nuova vita e definitiva collocazione presso la Casa del Suono. L’esperienza d’ascolto vissuta dal pubblico nei Giardini di San Paolo sarà infatti oggetto di field recording e impressa su vinile – stampato in un’unica copia e a cura dello stesso Eno – poi integrato nella collezione permanente della Casa del Suono, a testimonianza della collaborazione tra l’artista britannico e la Città di Parma.
Realizzato dal Comune di Parma, curato e prodotto da Alessandro Albertini (Influxus) in collaborazione con Dominic Norman-Taylor, Juliana Consigli e Martin Harrison (Lumen London), “SEED” è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Gli imponenti spazi della Crociera dell’Ospedale Vecchio diventano sede di “My Light Years”, la prima grande mostra europea di Brian Eno, dedicata alla sua duratura esplorazione della luce come mezzo artistico.
Per la prima volta, esposta in un unico luogo, la collezione più completa mai realizzata delle sue installazioni e opere audiovisive, con lavori mai esposti prima in Italia e creazioni realizzate appositamente per l’occasione, all’interno di un vasto e monumentale complesso architettonico finalmente tornato a rispondere alla sua vocazione pubblica e collettiva. Promosso dal Comune di Parma, curato e prodotto da Alessandro Albertini (Influxus) in collaborazione con Dominic Norman-Taylor, Juliana Consigli e Martin Harrison (Lumen London), “My Light Years” è sostenuta da Fondazione Cariparma e Gruppo Davines.
“Quando mi è stato chiesto di contribuire al restauro dei bellissimi Giardini di San Paolo insieme a Ece Temelkuran, ne sono stato felicissimo”, racconta Brian Eno. “Credo che i parchi, i caffè, le gallerie e tutti gli spazi pubblici siano veri e propri centri di civiltà, dove le persone si incontrano alla pari e dove la società stessa viene nutrita. Il progetto realizzato qui si chiama “SEED”, che vuol dire “SEME” e ciò che realizziamo a Parma è solo l’inizio del vero lavoro che verrà: il germoglio per le conversazioni che le persone avranno qui, le confidenze che verranno scambiate, il corteggiamento e le amicizie che prenderanno vita. Mi rende felice l’idea che il nostro contributo possa aiutare a creare una sorta di “giardino segreto” mentale, uno spazio di feconda quiete contro il rumore crudele dei nostri tempi”.
Sulla mostra “My Light Years”, esposta all’Ospedale Vecchio, l’artista aggiunge: “Mi ha davvero entusiasmato. È un edificio immenso ed è stata una vera e propria sfida capire come distribuire le opere in uno spazio così grande. Alcune sono contemporanee, ma la maggior parte sono più datate e includono alcune delle primissime installazioni luminose che ho realizzato negli anni ’80. Sarà uno spettacolo piuttosto vario e richiederà al pubblico lunghe camminate”. “My Light Years” e “SEED” ci guidano alla (ri)scoperta di due luoghi magici di una splendida città: commenta il curatore Alessandro Albertini. In esse vive e rivive l’opera di uno straordinario artista e pulsa la passione di una vivace comunità. Un grazie a tutti coloro che vi hanno creduto e si sono lasciati entusiasmare, rendendole possibili.
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