“Prevenire manovre speculative è necessario per salvaguardare un settore strategico”, dichiara Michele Santoni, Presidente nazionale CNA Fita. “Non possiamo permettere che l’instabilità internazionale si trasformi in opportunità di extra-profitto per alcuni a danno delle imprese e dei cittadini”.
CNA Fita in particolare sottolinea il caso del biocarburante HVO. Nonostante goda di un’accisa agevolata e sia prodotto in Italia da fonti non legate direttamente al greggio mediorientale, il suo prezzo è salito parallelamente a quello del diesel fossile. “È un’anomalia inaccettabile”, sottolinea CNA Fita. “Chi ha investito nella transizione ecologica non può essere penalizzato da rincari che non hanno alcun riscontro oggettivo nella filiera di produzione dei biocarburanti”.
CNA Fita ha chiesto a ‘Mr. Prezzi’ di avviare verifiche puntuali sulla trasparenza dei listini, accertando che i prezzi alla pompa siano coerenti con i reali costi di acquisto delle scorte precedenti al conflitto. L’obiettivo è monitorare i flussi di distribuzione per prevenire qualsiasi anomalia nell’offerta e, se necessario, coinvolgere la Guardia di Finanza per garantire che il mercato operi in piena e libera concorrenza, a tutela delle imprese e dei consumatori.
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