Casellati: “Nuove politiche per l’avvocatura in post pandemia”

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ROMA – Occorre elaborare “politiche di sviluppo efficaci e durevoli nel tempo” che facciano “superare tutte le incertezze e le precarietà” che la pandemia ha lasciato sull’avvocatura. Lo scrive la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, in un messaggio alla Cassa Forense in occasione della presentazione del Rapporto 2022 sull’Avvocatura curato dal Censis.

“Ho particolarmente apprezzato – afferma Casellati – l’idea di introdurre nell’edizione di quest’anno una specifica sezione sull’avvocatura femminile. Un’occasione per approfondire, al di là delle cifre, quali siano le principali problematiche con cui le donne che intraprendono la professione forense – sempre più degli uomini secondo gli ultimi dati – si devono confrontare ogni giorno: dalle disparità retributive alle difficoltà nel conciliare il rapporto casa lavoro. Un’analisi che, sono certa, saprà fornire utili informazioni anche per sostenere, promuovere e valorizzare il loro impegno e i loro meriti”.

“Occorre inoltre rivolgere grande attenzione – prosegue la presidente del Senato – ai risultati che l’indagine di quest’anno ci consegna sull’attuale stato di salute dell’avvocatura italiana e, in particolare, sull’impatto che gli ultimi due anni di emergenza sanitaria, economica e sociale hanno avuto sulla qualità della vita e del lavoro di tanti colleghi. Informazioni di cruciale interesse che, attraverso un’indispensabile sinergia tra le Istituzioni nazionali e gli organismi rappresentativi dell’avvocatura, possono consentire di migliorare l’azione legislativa e di governo nell’elaborazione di politiche di sviluppo efficaci e durevoli nel tempo”.

“Strategie che, mi auguro – conclude Casellati – possano realmente superare tutte le incertezze e le precarietà che la pandemia ci ha lasciato, offrire nuove prospettive alla passione di tanti professionisti di talento e contribuire a rilanciare il ruolo dell’avvocatura in Italia, riconoscendone e rafforzandone la sua sempre più determinante funzione sociale”.