Il cuore del libro batte in una domanda destabilizzante: se la politica è stata semplificata e disintermediata per renderla più vicina al cittadino, perché oggi invece appare più distante che mai? L’autore risponde a questo quesito evitando scorciatoie retoriche e individuando una serie di equivoci che, nel corso degli anni, hanno minato dall’interno il funzionamento stesso della democrazia rappresentativa. La sua analisi si muove lungo più piani – istituzionale, culturale e comunicativo – mostrando come la crisi non sia il prodotto di un singolo errore ma il risultato di un accumulo di scelte miopi, spesso giustificate dall’urgenza del consenso immediato.
Il saggista ribalta alcune convinzioni ormai sedimentate nel dibattito pubblico; ad esempio, l’idea che una politica a costo zero sia più sana, mostrando invece come l’indebolimento materiale delle strutture politiche abbia finito per renderle più fragili, meno radicate e più permeabili a interessi esterni. Allo stesso modo, la demonizzazione indistinta dei corpi intermedi e dei processi di mediazione appare, nelle pagine del saggio, come uno dei fattori che hanno contribuito a svuotare la politica di competenza e visione.
Emanuele Cristelli dedica ampio spazio anche al rapporto tra politica e social media: la spettacolarizzazione del conflitto, e la riduzione della complessità ideologica a slogan accattivanti, hanno prodotto un clima in cui la politica non governa più il racconto di sé ma lo subisce – «La logica dei social impone velocità, semplicità e spettacolarizzazione. La complessità delle idee, dei programmi e delle soluzioni viene sacrificata sull’altare della visibilità e dell’engagement. Ne deriva un discorso pubblico impoverito, in cui il cittadino, pur credendo di avere un accesso privilegiato al potere, è in realtà esposto a un flusso unidirezionale di comunicazione emotiva e semplificata, che non ammette confronto reale, ma solo reazioni binarie: like o dislike, approvazione o indignazione».
“Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” è un saggio che chiede al lettore di abbandonare la posizione comoda dello spettatore indignato, e di interrogarsi sul proprio ruolo all’interno della crisi democratica. Siamo infatti tutti parte del problema, e nostro compito dovrebbe essere quello di restituire alla politica il coraggio di essere impopolare quando serve, complessa quando è necessario, e ambiziosa nel pensare il futuro.
SCHEDA DEL LIBRO
Genere: Saggistica
Pagine: 72
Prezzo: 10,80 €
Codice ISBN: 979-8285647911
Contatti
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amazon.it/CHI-HA-UCCISO-POLITICA-democrazia/dp/B0FNR48XLC/
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