
Cruciale il 2022 per pluralismo e produzione culturale. Il presidente di Crtv, Franco Siddi, ha sottolineato che “le novità intervenute con le normative comunitarie (Smav, Copyright, Codice delle Comunicazioni Elettroniche e, in prospettiva, Dsa, Dma e Dga) indicano quanto l’Italia e l’Europa debbano ai broadcaster e al loro lavoro in quanto non sono soggetti secondari”.
Ha spiegato anche che “la tutela della produzione culturale europea e del pluralismo che i broadcaster assicurano devono trovare riconoscimento in una “prominence” e accessibilità dei servizi radiofonici e televisivi, che sarà impegno primario di Crtv nel 2022 accanto alle linee programmatiche consolidate nel tempo. Il 2022 deve essere infine l’anno del tavolo istituzionale operativo per la radiofonia e la infrastrutturazione del Dab, Crtv vanta un preciso impegno a tal fine da parte del ministero dello Sviluppo economico”.











