Varianti, avverte l’Ecdc, “che possono avere proprietà di fuga immunitaria rispetto alle varianti che erano in circolazione in precedenza. Gli indicatori epidemiologici mostrano anche un aumento della trasmissione di Covid-19 nell’Ue/Spazio economico europeo e all’estero, dopo diversi mesi di tassi di infezione molto bassi”. Al momento, però, precisa l’ente con sede a Stoccolma, “non vi è alcun segno di aumento dei ricoveri o di pressioni sui sistemi sanitari”. Sulla base di quanto osservato nei Paesi al di fuori dell’Ue/See, è probabile che le varianti F456L contribuiranno ad aumentare la trasmissione nelle prossime settimane”.
Tuttavia, osserva l’Ecdc, è “improbabile che i livelli raggiungano quelli dei precedenti picchi osservati durante la pandemia di Covid”. Quindi occhi puntati su eventuali varianti sulla carta più insidiose, senza allarmismi precoci, è il messaggio. “È anche improbabile che le varianti F456L siano associate ad un aumento della gravità dell’infezione rispetto alle varianti circolanti in precedenza o alla riduzione dell’efficacia del vaccino contro malattie gravi – aggiunge l’Ecdc – Tuttavia, come per altre varianti di Sars-CoV-2, i più anziani e le persone con patologie di base potrebbero sviluppare sintomi gravi se contagiati”.
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