Crollo ponte Genova, il cordoglio e la solidarietà di Confagricoltura

Gli agriturismi di Agriturist e Confagricoltura disponibili ad accogliere gli sfollati

GENOVA – All’indomani della tragedia del ponte Morandi di Genova il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, assieme al presidente regionale Luca De Michelis, ha espresso il cordoglio dell’Organizzazione alle famiglie delle vittime del crollo del Ponte Morandi. “Questa tragedia – hanno commentato Giansanti e De Michelis – deve rappresentare per tutte le istituzioni e l’intero Paese un monito indelebile al pari di come indelebile sarà per tutti quello che è successo e che ha profondamente segnato non solo Genova ma l’intero Paese”.

Confagricoltura e Agriturist della Liguria hanno subito scritto al governatore della Regione Toti per offrire gratuitamente ospitalità, a parte degli sfollati in seguito al crollo, nelle aziende agrituristiche associate che, da subito, con grande slancio, hanno dato la loro disponibilità in tal senso.

“Un gesto – ha osservato Confagricoltura – che testimonia la ‘natura’ dei liguri e dei genovesi che nelle tragedie che troppo spesso hanno colpito questa regione negli ultimi decenni, sanno trovare sempre la forza di reagire”.

É indubitabile, secondo Confagricoltura, che quello che è successo a Genova avrà ripercussioni enormi non solo emotive ma anche economiche, e non solo per Genova e la Liguria, ma per l’intera Italia. Per questo Confagricoltura sarà attenta e severa nel vigilare che le risposte all’emergenza siano immediate, serie e definitive, in quanto il crollo, e ciò che ne deriva, non è sostenibile a lungo.

“Va detto con forza – ha aggiunto De Michelis – che la mancanza del Ponte Morandi avrà ripercussioni inimmaginabili per l’economia non solo genovese, considerando che su quel ponte transitavano oltre 25 milioni di veicoli l’anno, molti dei quali diretti al primo scalo portuale d’Italia. L’asse tirrenico che passava sul Ponte Morandi era ed è strategico per tutti i commerci provenienti dalla Francia e dalla Spagna, diretti non solo al Porto di Genova ma a tutto il versante tirrenico della Penisola e verso la Pianura Padana”.

“Temiamo molto – ha dichiarato Luca De Michelis – il contraccolpo anche sull’agroalimentare ligure. Le produzioni del Ponente, infatti, saranno trasportate verso la Toscana ed il litorale tirrenico con un aggravio di 110 chilometri rispetto all’abituale tracciato, dovendo dal 14 agosto deviare il flusso dalla A 10 verso la A 26 e la bretella di Novi Ligure per poi ridiscendere verso il Levante attraverso la ‘camionale’, ovvero la A 7”.

“Il traffico portuale rischia il collasso – ha concluso Confagricoltura – con danni enormi, se si considera che da Genova parte via nave l’80% di ciò che esportiamo come agroalimentare via mare”.