Dal Nord arriva quasi la metà del pil e delle tasse

soldi-prestitiMESTRE – Dal Nord arriva quasi la meta’ del pil, delle tasse, degli occupati e degli investimenti. Lo sottolinea la Cgia di Mestre che rileva “il rischio concreto che il profondo Nord finisca ai margini dell’azione del nuovo Governo Conte”. Le sei regioni attualmente presiedute da Governatori di centrodestra (Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino A.A., Veneto e Friuli V.G.), rischiano, secondo la Cgia, di non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti che saranno prese dal nuovo Esecutivo: e questo nonostante esprimano un peso economico e occupazionale estremamente significativo per la stabilita’ e la crescita del Paese.

“Ovviamente – sottolinea la Cgia – “qualsiasi giudizio e’ prematuro. Cio’ che contera’ saranno le misure concrete che il governo giallorosso prendera’ nei prossimi mesi”. Oltre al taglio delle tasse e a una ripresa degli investimenti infrastrutturali, “il Nord guarda con particolare attenzione anche al tema dell’autonomia differenziata. Dalle prime dichiarazioni rilasciate dal nuovo ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, si rileva una apertura di credito per certi versi inaspettata: l’auspicio e’ che si gettino definitivamente alle spalle le incomprensioni esplose negli ultimi mesi tra una parte del precedente esecutivo e i Governatori di Lombardia e Veneto”.

Dagli ultimi dati disponibili, emerge che le sei regioni del Nord prese in esame producono complessivamente poco piu’ di 721 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 46,6% del totale nazionale. Le imprese private, invece, sono poco meno di due milioni (38,1% del totale Italia) e occupano poco piu’ di otto milioni di lavoratori (48% del totale). L’export ammonta a quasi 336 miliardi di euro (il 58,2% del totale) e gli investimenti fissi lordi realizzati sono stati poco piu’ di 142 miliardi (49% del dato nazionale).