Economia

Decreto primo maggio, Cna apprezza l’impegno del Governo nel valorizzare la contrattazione di qualità

ROMA – La Cna apprezza l’impegno del governo nel valorizzare il ruolo dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazione quale elemento per determinare il “salario giusto”, che ricomprende tutti gli elementi retributivi e le relative tutele normative.

La contrattazione di qualità che, nel sistema di relazioni sindacali dell’artigianato, si contraddistingue per aver garantito retribuzioni in linea con gli andamenti di settore e previsto prestazioni di welfare di bilateralità che concorrono a rafforzare il reddito dei lavoratori dipendenti. Condivisibile altresì la scelta di vincolare l’accesso agli incentivi previsti per l’occupazione di donne e giovani, per le Imprese fino a 10 dipendenti presenti all’interno del bonus Zes 2.0. e per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro solo nel rispetto del “trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato” nel rispetto dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di Lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Sarebbe auspicabile che, al fine di rendere operativa la previsione normativa, sia istituito un tavolo permanente di confronto con le Parti Sociali, finalizzato a recepire le risultanze delle intese in via di definizione delle Confederazioni maggiormente rappresentative in tema di rappresentanza e rappresentatività. La piena operatività del dettato normativo richiede dunque un necessario adeguamento dello stesso, al sistema di relazioni sindacali e di contrattazione di qualità esistente. CNA, infine, accoglie con favore l’invito rivolto alle parti sociali di assicurare continuità nell’adeguamento delle retribuzioni a seguito della naturale scadenza dei CCNL. Non appare pertanto necessario l’automatismo dell’anticipazione degli incrementi retributivi.

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Redazione L'Opinionista

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