Dl Fiscale, Silvestrini (CNA): “Risposta parziale dalla nuova versione dell’art. 4. Non sufficiente la soglia di 200mila euro”

ROMA – La nuova formulazione dell’art. 4 del Decreto Fiscale, che doveva risolvere l’inaccettabile appesantimento degli oneri burocratici, dà risposta solo alle imprese che partecipano alla realizzazione di lavori di importo complessivo annuo inferiore a 200 mila euro. CNA aveva rivolto un appello a Governo e Parlamento per cancellare l’art. 4 che prevedeva l’obbligo per i committenti di versare le ritenute sui dipendenti nell’ambito degli appalti. Il nuovo testo approvato in Commissione Finanze è addirittura peggiorativo per gli appalti superiori alla soglia di 200mila euro.

E’ quanto afferma Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, rilevando che “nella nuova versione non è più previsto l’obbligo per i committenti di versare direttamente le ritenute relative ai dipendenti, ma permane in capo a quest’ultimi il ruolo di controllori sulla correttezza formale dei versamenti eseguiti da appaltatori e sub appaltatori.

I committenti devono svolgere la funzione dell’Agenzia delle Entrate e gli appaltatori devono predisporre la contabilità delle ritenute dovute per ogni appalto, contabilizzando le ritenute di ora/lavoro per ogni appalto e procedere al versamento delle stesse per appalto”.

“E’ una procedura molto complessa per le imprese anche in termini di tempo/lavoro richiesto per l’espletamento degli obblighi previsti dalla norma. Inoltre il testo introduce elementi di complessità sui requisiti per essere esclusi dalle nuove norme per gli appalti con importo complessivo superiore a 200mila euro. Ad esempio, oltre ad essere in attività da almeno tre anni, l’imprese deve essere in regola con gli adempimenti dichiarativi e deve aver effettuato versamenti fiscali di importo non inferiore al 10% del volume dei ricavi dichiarati nel triennio”.

“CNA rinnova la richiesta – conclude Silvestrini – di cancellare l’art. 4 sottolineando che i fenomeni di omesso versamento delle ritenute sui dipendenti nell’ambito degli appalti possono essere agevolmente contrastati consentendo all’Agenzia delle Entrate di conoscere in tempo reale la stipula di contratti di appalto senza creare nuove bizzarre e costose procedure che ricadono sulle imprese”.