Documentario su Piersanti Mattarella in onda il 5 gennaio su Tv2000

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Le testimonianze di amici, collaboratori e familiari. Morgante: “La sua morte segnò l’interruzione di un coraggioso percorso di rinnovamento politico-amministrativo della Sicilia”

ROMA – “In ciò che ha fatto mio nonno sono molti gli spunti che si riflettono anche oggi nelle necessità del popolo. Tra questi il tentativo di snellire, velocizzare e rendere più trasparente l’attività pubblica, gli interventi contro la corruzione in ambito soprattutto edilizio. E poi il rifiutare fermamente l’appoggio di determinati personaggi che si sono poi rivelati impresentabili, come si direbbe oggi”. Lo dice il nipote Piersanti Mattarella nel documentario di Tv2000 ‘Le carte in regola, Piersanti Mattarella’ in onda domenica 5 gennaio ore 22.50.

A 40 anni di distanza si conoscono i nomi dei mandanti, i più importanti boss di Cosa nostra, ma non del killer che il 6 gennaio del 1980, in Via Libertà a Palermo, sparò ed uccise il giovane presidente della Regione siciliana che voleva governare con le “carte in regola”. Gli amici, i collaboratori e il nipote, che ne porta il nome, ricordano la figura nell’opera di Piersanti Mattarella. Il suo sforzo innovatore, con le leggi di riforma della burocrazia e della contabilità regionale; la legge edilizia e la riforma delle norme sugli appalti. Tutto in nome della trasparenza, della legalità e dell’efficienza della macchina amministrativa. E poi il profondo rapporto politico ed umano, con Aldo Moro con cui condivide il progetto del compromesso storico e anche il tragico destino.

“Per ragioni anagrafiche – spiega il nipote Piersanti – non ho avuto la fortuna di conoscere mio nonno ma dai racconti che ho raccolto in questi anni emerge come una persona molto estroversa, vivace e simpatica. Dietro lo slogan ‘le carte in regola’ c’è il voler perseverare nel tentativo di raggiungere i propri obiettivi mantenendo la schiena dritta e seguendo un percorso fatto di idee, principi e valori che non potevano essere messi in secondo piano rispetto ad altri interessi”.

Tra le testimonianze del documentario di Tv2000, a cura di Massimiliano Cochi e per la regia di Lucio Ciavola, quella del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Quando Piersanti Mattarella venne ucciso la mafia aveva il volto dello Stato” e dell’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, all’epoca sostituto procuratore che si recò sul posto dell’agguato: “Le indagini iniziano con un’opera di depistaggio. C’era qualcuno che voleva creare confusione. E questo significa che dietro non c’era solo la mafia”.

“Piersanti Mattarella”, afferma a Tv2000 il gesuita padre Bartolomeo Sorge, direttore negli anni ’80 de La Civiltà Cattolica e dal 1986 al 1996 direttore dell’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe di Palermo, è “l’anima del rinnovamento, ha indicato la strada per vincere le battaglie impossibili. Non faceva antimafia ma il suo dovere di uomo dello Stato. Il martirio è accettare di immolarsi per il bene comune e per un ideale grande. Piersanti Mattarella è veramente meritevole del titolo di martire civile che non è assolutamente inferiore al martirio religioso come intensità di donazione”.

“A 40 anni dall’omicidio – sottolinea il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – Tv2000 con questo documentario vuole rendere omaggio alla esemplare figura di Piersanti Mattarella, giovane presidente della Regione siciliana. La sua morte, ad appena 44 anni, segnò la tragica interruzione di un coraggioso percorso di rinnovamento politico-amministrativo della Sicilia e la perdita di un politico, cattolico, coerente con i suoi principi di fede nel servizio al bene comune”